Civitavecchia – Unione Musicale, scatta l’ispezione: la Corte dei Conti entra in Comune e Piendibene ora rischia davvero

Le Fiamme gialle hanno acquisito tutti i documenti discussi in un movimentato consiglio comunale

CIVITAVECCHIA – Dalle polemiche politiche agli atti ispettivi. La vicenda dell’Unione Musicale Civitavecchiese compie un salto di livello che cambia radicalmente lo scenario: venerdì scorso la Guardia di Finanza è entrata negli uffici del Comune di Civitavecchia, acquisendo tutta la documentazione relativa alla controversa delibera di Giunta che ha “sanato” circa 160 mila euro di debiti dell’associazione verso l’ente.

L’accesso non è avvenuto per iniziativa autonoma, ma su mandato ispettivo della Corte dei Conti. Un passaggio formale che segna il passaggio definitivo dal dibattito consiliare alla verifica di eventuali responsabilità amministrative e contabili. E non solo: i giudici contabili hanno già indicato che eventuali profili penalmente rilevanti dovranno essere trasmessi senza indugio alla Procura di Civitavecchia.

A questo punto, il sindaco Marco Piendibene rischia davvero molto.

Una delibera che non smette di fare danni

Il cuore della vicenda è noto. Con una delibera di Giunta del dicembre 2024, l’amministrazione Piendibene ha regolarizzato l’uso dell’immobile comunale di via Bramante da parte dell’Unione Musicale, compensando un’indennità di occupazione di circa 160 mila euro (accumulata dal 2015 al 2024) con:

  • 82 “uscite” della banda Puccini;
  • lavori di manutenzione straordinaria;
  • interventi futuri, stimati in circa 45 mila euro.

Una formula senza precedenti, che l’opposizione ha definito fin da subito anomala, priva di tracciabilità e potenzialmente foriera di danno erariale.

Il Consiglio comunale e la scelta che ha aggravato tutto

Quando la minoranza ha portato in aula una mozione per revocare l’atto — definita dagli stessi proponenti una “ciambella di salvataggio politico” — la maggioranza ha scelto la linea più rischiosa: respingerla con 14 voti contrari, senza correggere nulla e senza neppure difendere politicamente la scelta.

Un silenzio assordante, rotto solo dall’intervento del sindaco, che ha deciso di parlare e votare in Consiglio nonostante il palese conflitto di interessi, avendo familiari all’interno dell’associazione. Conflitto che lo aveva invece portato ad assentarsi dalla seduta di Giunta che approvò la delibera.

Una contraddizione che oggi pesa come un macigno.

I nodi irrisolti: documenti, fatture, precedenti

Le criticità segnalate dall’opposizione restano tutte sul tavolo:

  • assenza di fatture, ricevute e tracciabilità per molte delle esibizioni compensate;
  • eventi collocati temporalmente anche durante il lockdown Covid;
  • iscrizione al RUNTS inesistente all’epoca dei fatti, come ammesso dallo stesso sindaco;
  • lavori futuri inseriti a compensazione, in violazione dei più elementari principi contabili;
  • creazione di un precedente pericolosissimo: un’associazione che non paga e viene “salvata”, mentre cittadini e imprese devono saldare fino all’ultimo euro.

Proprio su questo punto l’opposizione ha insistito di più: nessun altro soggetto affidatario di immobili comunali ha mai avuto un trattamento simile.

Dalla politica alla magistratura contabile

Dopo la bocciatura della mozione, i consiglieri di minoranza avevano annunciato esposti a Corte dei Conti e ANAC. Oggi sappiamo che quegli esposti hanno prodotto effetti concreti.

L’acquisizione degli atti da parte della Guardia di Finanza segna l’inizio di una fase nuova e molto più delicata. Non è più solo una questione di opportunità politica, ma di responsabilità personale e istituzionale.

Una vicenda che può travolgere tutti

Il paradosso finale è che questa operazione, nata per “chiudere” una situazione ventennale, rischia ora di travolgere tutti i soggetti coinvolti:

  • il sindaco, che ha avallato l’atto;
  • la Giunta, che lo ha approvato;
  • i consiglieri di maggioranza, che lo hanno difeso con il voto;
  • i dirigenti comunali, chiamati a rispondere dei pareri espressi;
  • l’Unione Musicale stessa, che potrebbe vedersi chiedere indietro l’intero importo e perdere l’immobile.

In politica locale, non capita spesso di avere una seconda occasione per fermarsi e correggere. Questa c’era. È stata ignorata.

Ora a parlare non sarà più il Consiglio comunale, ma la magistratura contabile. E quando entrano in scena Corte dei Conti e Guardia di Finanza, non esistono più zone grigie né scorciatoie politiche.