Sanità Lazio: Conti in attivo e addio al Piano di Rientro. Dal 2026 possibile stop al prelievo fiscale extra

ROMA – L’ultima relazione della Corte dei Conti fotografa una regione in profonda trasformazione: l’avanzo di bilancio nel 2024 supera i 194 milioni di euro. Restano però alcune criticità sui tempi di pagamento di alcune ASL e sull’erogazione di specifiche prestazioni territoriali.

Il sistema sanitario della Regione Lazio segna un punto di svolta storico. Secondo quanto riportato nella recente relazione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, la Regione ha ufficialmente avviato l’iter per la conclusione della procedura di Piano di rientro, una richiesta trasmessa dal Presidente della Regione ai Ministeri della Salute e dell’Economia nel febbraio 2025.

Il “tesoretto” della sanità laziale

I numeri parlano chiaro: il IV trimestre del 2024 si è chiuso con un avanzo di gestione di 194,912 milioni di euro. Se si considerano anche le coperture fiscali già previste, il risultato d’esercizio balza a oltre 286 milioni.

Questa stabilità finanziaria, confermata anche dai risultati positivi del biennio 2023-2024, apre la strada a una notizia molto attesa dai contribuenti: a partire dall’esercizio 2025 (con effetti fiscali nel 2026), la Regione potrà interrompere il conferimento al Servizio Sanitario Regionale dei gettiti derivanti dalle maggiorazioni d’imposta. In sintesi: meno tasse regionali per i cittadini grazie ai conti della sanità finalmente in equilibrio.

Pagamenti record, ma con qualche ombra

Un altro dato di rilievo riguarda la velocità dei pagamenti ai fornitori. Il Lazio viaggia con una media di -22 giorni rispetto alle scadenze previste, un risultato eccellente se confrontato con il passato e in linea con gli obiettivi del PNRR. Tuttavia, la Corte segnala che non tutto il territorio viaggia alla stessa velocità: la ASL di Frosinone e la Gestione Sanitaria Accentrata (GSA) registrano ancora lievi ritardi (rispettivamente +2 e +7 giorni medi).

Qualità delle cure: bene gli ospedali, faticano i territori

Sotto il profilo dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), il Lazio ha mantenuto nel 2023 un punteggio di adempienza in tutte le aree, ma con dinamiche diverse:

  • Area Ospedaliera: In netto miglioramento. Si registra, ad esempio, una maggiore concentrazione degli interventi per tumore alla mammella in centri specializzati, garantendo standard clinici più elevati.

  • Prevenzione e Screening: Luci e ombre. Mentre gli screening mammografici e cervicali superano la soglia di sufficienza, lo screening del colon-retto rimane ancora al di sotto dei valori di riferimento, nonostante i timidi miglioramenti.

  • Area Territoriale: È il settore che mostra le maggiori flessioni. La Corte sottolinea la necessità di adeguarsi rapidamente agli standard del Decreto Ministeriale 77/2022 per potenziare l’offerta di cure vicino ai cittadini.

Le sfide aperte: liste d’attesa e accreditamenti

Nonostante il quadro finanziario positivo, la relazione evidenzia alcuni “compiti a casa” che la Regione deve ancora completare:

  1. Programma Operativo 2024-2026: Manca ancora un atto di programmazione definitivo che permetta una valutazione pienamente positiva da parte dei Ministeri.

  2. Rete Ospedaliera: Resta da sciogliere il nodo dell’esubero dei posti letto rispetto agli standard nazionali (DM 70/2015).

  3. Accreditamenti privati: È necessario accelerare il rinnovo delle procedure per le strutture private convenzionate, alcune delle quali ancora in attesa di definizione.

In conclusione, la Sanità del Lazio sembra aver imboccato la strada del risanamento definitivo. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare questi risparmi e questo equilibrio contabile in un servizio più capillare sul territorio, riducendo le disparità tra le diverse province e migliorando l’accesso ai servizi di prevenzione.

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