Roma – Rapina violenta tra Termini e piazza Vittorio: cinque tunisini arrestati

L’azione violenta sarebbe iniziata in via Manin, dove le vittime sono state colpite con un coltello e con cocci di bottiglia, per poi trasformarsi in un vero e proprio inseguimento fino a piazza Vittorio

ROMA  – Cinque cittadini tunisini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato per una rapina aggravata avvenuta lo scorso aprile tra la stazione Termini e piazza Vittorio. L’operazione è il risultato di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, Dipartimento criminalità diffusa e grave, e condotta dagli agenti del Commissariato Esquilino.

I fatti risalgono al 17 aprile, quando due connazionali del gruppo sarebbero stati aggrediti in più fasi. L’azione violenta sarebbe iniziata in via Manin, dove le vittime sono state colpite con un coltello e con cocci di bottiglia, per poi trasformarsi in un vero e proprio inseguimento fino a piazza Vittorio, conclusosi nei pressi della stazione della metropolitana Carlo Alberto.

Durante l’aggressione i cinque avrebbero sottratto una catenina d’oro e circa 500 euro. Nonostante le ferite riportate, le vittime sono riuscite a sottrarsi al branco e a raccogliere elementi rivelatisi decisivi per le indagini, tra cui immagini dei volti di alcuni aggressori.

Allertata una pattuglia del Commissariato Esquilino tramite una segnalazione al 112, uno dei presunti responsabili è stato intercettato e arrestato poco dopo, mentre era ancora in fuga. L’uomo presentava evidenti tracce di sangue sugli abiti, che avrebbe tentato di giustificare sostenendo di essersi ferito accidentalmente. In un primo momento era stato posto agli arresti domiciliari, misura poi aggravata con il carcere dopo un tentativo di evasione.

Le successive attività investigative, basate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza e sui riconoscimenti fotografici effettuati dalle vittime, hanno consentito di identificare anche gli altri quattro componenti del gruppo. Secondo gli investigatori, tutti avrebbero avuto un ruolo attivo nell’aggressione, caratterizzata anche da minacce e dall’esibizione di un coltello.

Al termine delle indagini, il gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura, ha disposto per tutti la custodia cautelare in carcere. I cinque sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina e lesioni personali.