La vergogna, l’odio, la morte: Anguillara piegata da una tragedia infinita

Dalla gogna mediatica al suicidio, un’intera famiglia annientata dalla follia di Claudio Carlomagno

ANUGUILLARA SABAZIA – Un nuovo, drammatico capitolo si aggiunge alla vicenda del femminicidio di Federica Torzullo. Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, genitori di Claudio Carlomagno, l’uomo reo confesso dell’omicidio della moglie, sono stati trovati senza vita nella loro villetta di via Tevere 25, alle porte di Anguillara Sabazia.

I due si sarebbero tolti la vita insieme, impiccandosi a una trave del portico del giardino della casa che avevano curato per anni.

Marito e moglie sono rimasti uniti fino all’ultimo. Prima di compiere il gesto estremo, avrebbero lasciato una lunga lettera indirizzata all’altro figlio, Davide, nella quale spiegano le ragioni della loro decisione. Il contenuto del messaggio, sul quale gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, conterrebbe anche uno sfogo contro la gogna mediatica e la pressione subita dalla famiglia nei giorni successivi all’arresto di Claudio. La coppia si sarebbe messa in auto insieme, pienamente consapevole di ciò che stava per accadere, per raggiungere l’abitazione di Anguillara e togliersi la vita fianco a fianco.

Sui social hanno scritto e fatto di tutto

Maria Messenio, ex poliziotta ed ex assessore alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia, e il marito Pasquale Carlomagno, imprenditore titolare di una ditta di scavi e movimento terra, avevano fatto la spola tra la propria abitazione e quella del figlio minore a Roma.

Sarebbero dovuti essere ascoltati a breve dagli inquirenti nell’ambito delle indagini sull’omicidio della nuora, il cui corpo è stato ritrovato domenica scorsa nell’area della ditta di famiglia.

La villetta dove i coniugi Carlomagno hanno deciso di mettere fine alla loro atroce sofferenza

Sul doppio suicidio interviene l’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno: «Questa vicenda dimostra più che mai come anche i familiari di chi commette un reato così grave diventino vittime. Vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità. Una vera e propria catabasi, una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare».

Il penalista chiede rispetto e privacy per la lettera lasciata ai familiari e denuncia il clima di odio alimentato sui social network: «Ancora ieri si leggevano commenti come “quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro”. Davanti a tutto questo dovremmo forse esercitarci in una pedagogia collettiva, affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici».

Avvocato Andrea Miroli

Il pensiero dell’avvocato va anche al suo assistito, attualmente detenuto nel carcere di Civitavecchia e sorvegliato a vista per il timore di gesti autolesionistici, ma soprattutto al figlio della coppia: «In pochi giorni ha perso la mamma, i nonni e, per molto tempo, anche il padre».

La Procura di Civitavecchia valuta ora l’apertura di un fascicolo per istigazione al suicidio, al fine di accertare se i coniugi possano aver subito pressioni o condizionamenti esterni, anche in relazione ai sospetti emersi sul possibile coinvolgimento del padre di Claudio nell’occultamento del corpo di Federica. Al momento, tuttavia, ogni ipotesi resta al vaglio degli investigatori.

La notizia del doppio suicidio ha colpito duramente anche la famiglia di Federica Torzullo. «Una tragedia nella tragedia, l’orrore nell’orrore», ha commentato Stefania Torzullo, sorella della 41enne, assistita dall’avvocato Carlo Mastropaolo. Il bambino di dieci anni, figlio della coppia, era già stato affidato alle cure dei nonni materni ed era seguito da familiari e specialisti per affrontare il trauma della scomparsa e poi dell’uccisione della madre. Ora un nuovo lutto si aggiunge a una ferita ancora aperta.

Il capo della Procura di Civitavecchia, Alberto Liguori

Nella cittadina sul lago di Bracciano, dove la famiglia Carlomagno era molto conosciuta, lo sgomento è palpabile. «Non erano persone da fare una cosa del genere», racconta chi li frequentava. Negli ultimi giorni, però, la vergogna e la disperazione sembravano aver preso il sopravvento. Da quando il figlio era stato arrestato, Pasquale Carlomagno non si faceva più vedere nei luoghi abituali, interrompendo anche le consuetudini quotidiane che lo legavano alla vita del paese.

Intanto, mentre le indagini proseguono su tutti i fronti, Anguillara Sabazia resta sospesa in un silenzio carico di dolore, davanti a una vicenda che continua a riservare sviluppi drammatici e che ha ormai travolto più generazioni della stessa famiglia.