Amici, conoscenti, semplici cittadini: una folla composta e profondamente colpita ha voluto esserci, per testimoniare vicinanza alla famiglia e per salutare un ragazzo benvoluto da tutti
CIVITAVECCHIA – Un silenzio carico di commozione ha accompagnato oggi pomeriggio l’ultimo saluto ad Andrea Minervino. La Cattedrale era gremita, dentro e fuori, per i funerali del giovane tragicamente scomparso nei giorni scorsi, una tragedia che ha scosso non solo Civitavecchia ma l’intero litorale.
“Ci associamo, come fratelli, al dolore della famiglia di Andrea. Lasciamo a Dio ogni perché. Affidiamo alle sue braccia la breve esistenza terrena di Andrea. A noi non venga meno la speranza per vivere un giorno insieme quell’amore che ci unì sulla Terra”, così Monsignor Cono Firringa, che ha celebrato la messa tra tanta commozione.
Amici, conoscenti, semplici cittadini: una folla composta e profondamente colpita ha voluto esserci, per testimoniare vicinanza alla famiglia e per salutare un ragazzo che in tanti ricordano come solare, buono, sempre pronto a tendere una mano. Un dolore che si è fatto collettivo, visibile negli sguardi, nei lunghi silenzi, negli abbracci stretti all’uscita dalla Cattedrale.
Ad attendere Andrea all’uscita dalla chiesa, palloncini e uno striscione realizzato dai suoi amici e compagni di avventure: “Ti vogliamo bene Andrea, per sempre uno di noi”. Un addio per il quale non sono mancate tante, tantissime lacrime.
Nelle ore successive alla tragedia, i social si sono riempiti di messaggi, pensieri, ricordi. Parole che raccontano molto più di una cronaca. “Lo ricordo sui banchi di scuola, con la leggerezza e i sogni di quegli anni che restano impressi nel cuore”, scrive Paola. C’è chi parla di “un ragazzo d’oro”, chi di un sorriso che colpiva anche senza conoscersi, chi conserva “tanti ricordi e tante risate”.
Molti i messaggi arrivati da genitori, madri e padri che hanno sentito questa perdita come propria. “Come mamma mi sento persa e vuota, in una società cieca che non ha spazio per chi ha bisogno di aiuto”, si legge in uno dei pensieri più toccanti. Un dolore che va oltre la singola storia e interroga tutti.
Tra le parole più ricorrenti, il ricordo di Andrea come una persona gentile, sensibile, presente. “Nessuno dimenticherà mai la persona buona che sei sempre stato. Pronto a correre per aiutare chi ne aveva bisogno”, scrive Giada. E ancora: “Abbiamo condiviso scuola, lavoro e serate spensierate, spalla a spalla. Hai lasciato un vuoto immenso”.
Oggi Civitavecchia si è fermata. Lo ha fatto con rispetto, con pudore, ma anche con la consapevolezza che certe ferite non appartengono solo a una famiglia. Andrea è diventato, suo malgrado, il volto di una fragilità che spesso resta invisibile, di un bisogno di ascolto che non può essere ignorato.
Il suo nome, oggi, è risuonato tra le navate della Cattedrale e nelle strade della città. E con lui, la promessa silenziosa di non dimenticare.

