Anguillara Sabazia – Femminicidio di Federica Torzullo, nuovi accertamenti nella villetta. Entra in campo l’ex super investigatore Tony Mancini

Gli investigatori tornano nei luoghi chiave mentre l’inchiesta entra in una fase delicata

ANGUILLARA SABAZIA – Nuovi accertamenti tecnico-scientifici sono scattati questa mattina all’interno della villetta di Anguillara Sabazia dove vivevano Federica Torzullo e il marito Claudio Carlomagno, e dove risultano tuttora parcheggiate entrambe le auto di famiglia.

Particolare attenzione è rivolta al veicolo dell’uomo, un’auto di recente immatricolazione e dotata di sistemi tecnologici avanzati, dalla quale gli inquirenti si attendono risposte cruciali sugli spostamenti effettuati fin dalle prime ore del 9 gennaio.

«L’obiettivo – spiega Federico Zorzi, perito incaricato dalla famiglia Torzullo – è capire non solo i movimenti, ma anche se esistano altri dispositivi che abbiano avuto un comportamento, un pattern, uguale o similare». Un aspetto ritenuto dirimente per chiarire l’eventuale presenza di complici.

Nel frattempo resta ancora irreperibile il coltello che Carlomagno avrebbe utilizzato per uccidere la moglie e che, secondo quanto da lui stesso ammesso nell’interrogatorio di convalida del fermo del 21 gennaio, sarebbe stato gettato lungo la statale Braccianese, in zona Osteria Nuova.

Nel pomeriggio gli accertamenti si sono estesi anche alla ditta dell’uomo. In quell’area era già stato analizzato uno dei mezzi aziendali e, nei paraggi, a circa due metri di profondità, era stato rinvenuto il corpo senza vita di Federica Torzullo.

La presenza che non passa inosservata

Tra i consulenti di parte non è sfuggita agli addetti ai lavori la presenza di Antonio Mancini, per tutti Tony, ex poliziotto ed ex commissario del Commissariato di Tarquinia, figura storica dell’investigazione sul territorio.

Nominato consulente dalla famiglia Torzullo, Mancini rappresenta un valore aggiunto sul piano investigativo grazie a un curriculum considerato tra i più solidi e rispettati a livello locale e regionale.

Una carriera lunga 38 anni al servizio dello Stato

Dopo 38 anni di servizio, di cui 36 trascorsi proprio al Commissariato di Tarquinia – che ha contribuito a fondare e a rendere un punto di riferimento per l’intera area – Antonio Mancini è andato in pensione solo pochi mesi fa. Investigatore a tutto tondo, ha operato in prima linea nella Polizia Giudiziaria e, dal 1993, anche alla guida della Polizia Scientifica.

Nel corso della sua carriera ha dato la caccia ai trafficanti di droga lungo tutto il litorale, catturato rapinatori seriali e appartenenti alla criminalità organizzata, partecipato a indagini per omicidi, sequestri di persona, usura e associazioni a delinquere. Memorabile l’operazione del 1989 che portò all’arresto di una banda di nigeriani responsabile di un duplice omicidio a Barbarano Romano.

A Mancini si devono inoltre l’arresto di un rapinatore seriale ricercato in tutta Italia, la scoperta di un covo dei NAR e il recupero di importanti reperti archeologici, tra cui parti della statua del Mitra.

Decorato con la medaglia di bronzo al valor civile per il salvataggio di una vita umana e con la medaglia della Fondazione Carnegie per atti di eroismo, nel 2023 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica.

Laureato in Scienze dell’investigazione e in Giurisprudenza, con un master in Criminologia e criminalistica, oggi Mancini è assistente alla cattedra di Balistica forense all’Università della Tuscia di Viterbo e docente nel master sulla Scena del crimine dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare. Chiamato nel pool difensivo della famiglia Torzullo dall’avvocato Paolo Pirani.

Un riferimento anche dopo la pensione

Molto legato al tessuto sociale, Tony Mancini continua a essere un punto di riferimento per la comunità attraverso attività associative e incontri con studenti e anziani su temi come bullismo, truffe e droga.