Acquapendente – L’avvocato Vincenzo Dionisi in Commissione Giustizia per la legge su reato di manipolazione emotiva e psicologica

Un’iniziativa nata proprio dal legale e Virginia Adamo, madre di una ragazza soggiogata da un sedicente santone

ROMA –  L’avvocato di Acquapendente Vincenzo Dionisi è stato ascoltato ieri in audizione alla commissione Giustizia del senato per discutere a proposta di legge presentata a settembre, mirata a colmare il vuoto lasciato dalla depenalizzazione del reato di plagio, introducendo specificamente il reato di manipolazione emotiva e psicologica nel Codice penale.

Un’iniziativa nata proprio dal legale Dionisi con Virginia Adamo, madre di una ragazza soggiogata da un sedicente santone e portata nella sua setta Qneud, presidente dell’associazione Manisco World, e  Sergio Caruso, psicologo e criminologo.

Una proposta di legge che prevede pene severe per chiunque, individualmente o in forma associativa, utilizzi tecniche manipolatorie per alterare la volontà di una persona, distorcendone la percezione della realtà, inducendola a vivere isolata o all’interno di gruppi, con finalità di profitto. Nello specifico, le pene sono aggravate in casi che coinvolgano minori, persone con capacità ridotte o in condizioni di particolare vulnerabilità, o se gli autori esercitano abusivamente professioni sanitarie o psicologiche.

“Sono onorato di aver dato il mio contributo per vedere approvata la legge sulla manipolazione mentale ed emotiva, colmando il vuoto normativo conseguente all’abrogazione del reato di plagio” il commento di Dionisi, che nella sua audizione come esperto in materia a parlato di

“Assoluta necessità di introdurre una nuova e specifica norma nel codice penale che miri a punire il fenomeno delle sette e delle psico-sette, che ormai è arrivato a destare un vero e proprio allarme sociale. La psico-setta opera in danno di soggetti psicologicamente deboli o comunque manipolabili, i quali diventano le vittime dei cosiddetti « guru, maestri, guide e santoni ».

Le famiglie delle vittime e lo Stato non riescono a intervenire tempestivamente per sottrarle alle torture, alle angherie, alle violenze sessuali di varia natura, nonché allo sfruttamento economico. Ciò a causa della carenza di norme in grado di disciplinare e punire le condotte vessatorie, oltre al fatto che, nella maggior parte dei casi, la vittima è giuridicamente capace di intendere e volere, ma soggiogata nell’autonomia intellettuale e psicologica indirizzate all’annullamento della identità dell’adepto. La manipolazione consiste spesso nel far credere alla vittima di avere problemi familiari e di relazione che il maestro può risolvere, attraverso pratiche che in realtà mirano esclusivamente a indebolire il sistema di autodeterminazione, autocontrollo e stima di sé”

Il legale ha parlato inoltre di  “fenomeno è in crescita, con conseguente aumento del numero di giovani maggiorenni scomparsi e impossibilità delle famiglie di poter intervenire, a causa proprio della maggiore età delle vittime. Quanto sino ad ora esposto deve indurre, in primo luogo all’introduzione di una norma penale che punisca le condotte anzi descritte, e successivamente a un progetto di intervento volto a creare strumenti idonei a combattere il fenomeno nella sua più ampia accezione. Si rende necessario un intervento legislativo che, seppur non risolutivo, possa arrivare alla punizione di coloro che commettono tale tipo di reato. Il presente disegno di legge introduce quindi nel codice penale il reato di manipolazione mentale, prevedendo che chiunque, nell’ambito di un gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o a sfruttare una condizione di dipendenza psicologica o fisica dei partecipanti, induca taluno in un perdurante stato di soggezione, tale da escludere, o da limitare in modo rilevante, la libertà di autodeterminazione o la capacità di discernimento, venga punito con la reclusione da tre a otto anni”.