Domani pomeriggio i funerali dei nonni paterni. I nuovi accertamenti: il killer non fece telefonate
ANGUILLARA – È tornato a sedersi tra i banchi di scuola il figlio di Federica Torzullo e Claudio Carlomagno. Un rientro graduale, concordato con i nonni materni Roberta e Massimo – ai quali il bambino è stato affidato temporaneamente – e con la zia Stefania.
Un primo, fragile passo verso una normalità possibile dopo settimane segnate dalla tragedia. Il bambino frequenta la scuola di anguillara sabazia. Si tratta di un’istituzione che offre un ambiente protetto e stimolante per il suo reinserimento.
Il bambino, dieci anni, è stato accolto dagli insegnanti della scuola elementare di Anguillara, che hanno predisposto un percorso di rientro attento e protetto. Il piccolo è consapevole che la madre è stata uccisa dal padre, attualmente detenuto. Nonostante questo, avrebbe espresso il desiderio di incontrarlo in carcere, ipotesi che al momento non viene presa in considerazione.
Resta incerta la sua eventuale presenza domani pomeriggio alle 14 ai funerali dei nonni paterni, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, che si sono tolti la vita sabato scorso nella loro villetta di Anguillara. Le esequie si svolgeranno nella parrocchia della Regina Pacis, dove è prevista una vigilanza rafforzata delle forze dell’ordine per prevenire possibili tensioni.
Sul fronte giudiziario prosegue l’inchiesta per istigazione al suicidio, che al momento si concentra sull’odio social, pur senza escludere ulteriori piste investigative.
Nel frattempo emergono nuovi elementi dagli accertamenti effettuati dai carabinieri durante il sopralluogo di mercoledì scorso, sia nell’abitazione di Federica in via Costantino sia nella sede della ditta dei Carlomagno.
In attesa della relazione del medico legale, presente all’ispezione insieme al procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori, è emerso che nella notte del 9 gennaio dal telefono di Claudio Carlomagno non sarebbero partite chiamate né messaggi. Nessuna traccia neppure di ricerche sul web prima dell’omicidio, che l’uomo ha collocato alle 6.30 del mattino nella sua confessione.
Non è stata ancora identificata la persona che alle 14.17 dello stesso giorno si trovava in auto con Carlomagno davanti alla villetta, che l’uomo avrebbe già tentato di ripulire dal sangue utilizzando solventi e detersivi acquisiti durante il sopralluogo. Un’operazione complessa, considerato che la vittima sarebbe stata colpita con numerosi fendenti e che difficilmente tutto si sarebbe consumato nei circa 45 minuti indicati dall’uomo.
Questo elemento potrebbe già spingere gli inquirenti, in attesa dell’autopsia, a collocare l’orario del delitto prima dell’alba. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di un complice, sebbene dalle immagini delle telecamere di sicurezza non risulti l’ingresso di estranei nell’abitazione durante la notte, fino all’arrivo del padre Pasquale alle 7.08. Nei filmati, tuttavia, anche quest’ultimo non sarebbe mai entrato in casa, mentre il figlio si preparava a portare via il corpo della moglie.

