MILANO – Con 104 mila accessi ogni anno, il Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda è uno dei più grandi e innovativi d’Italia. Ed è pronto alla sfida dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, in cui giocherà il ruolo di Ospedale Olimpico per la Lombardia. Sono stati infatti creati un Pronto Soccorso Olimpico e un Reparto Olimpico dedicati agli atleti e alla cosiddetta family, ovvero l’insieme dei collaboratori e delle figure tecniche che affiancano gli sportivi. A questo si aggiunge una Centrale Olimpica dedicata, una vera e propria sala di comando capace di visualizzare ed elaborare in tempo reale tutti i dati relativi alla gestione sanitaria delle emergenze.
Anche il Pronto soccorso generale – che può accogliere ogni giorno oltre 300 persone avrà un front office completamente ristrutturato e dei percorsi ripensati da zero.
“Il nostro ospedale – racconta Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda e medical care manager per la Lombardia ai Giochi di Milano Cortina – è da sempre il migliore riferimento per le urgenze e le emergenze: assistiamo oltre 300 persone ogni giorno in Pronto Soccorso e gestiamo quasi 1.000 grandi traumi ogni anno. Senz’altro è il luogo perfetto per accogliere e gestire i potenziali eventi traumatici o le emergenze sanitarie che dovessero verificarsi durante le Olimpiadi”.
All’inaugurazione hanno partecipato diverse autorità, tra cui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e la vicesindaca di Milano, Anna Scavuzzo.
“Il nuovo Pronto soccorso con questa organizzazione è veramente un modello – commenta Fontana -. Poi inauguriamo il reparto dedicato alle Olimpiadi e anche questo è un intervento molto importante. Si tratta di un’ennesima dimostrazione di come i soldi per le Olimpiadi non si siano sprecati, perché questa è una legacy che rimarrà e che verrà poi destinata alla cura ordinaria”.
“È una struttura di eccellenza – conclude Bertolaso -. Dobbiamo ringraziare tutti quelli che hanno permesso questo intervento e poi tutto il personale che ha pazientato durante i lavori perché non abbiamo mai chiuso il Pronto soccorso“. a concluso Bertolaso, evidenziando infine “abbiamo investito 50 milioni di euro di Regione Lombardia”.
L’assistenza sanitaria alla ‘macchina olimpica’, in ogni caso, non inciderà in alcun modo sul percorso dedicato ai cittadini: il Pronto Soccorso e il Pronto Soccorso Olimpico sono due percorsi completamente separati, ciascuno con personale dedicato.

