I dati ufficiali parlano di un capoluogo che cresce al doppio della velocità nazionale (+7,5% di presenze contro il +3% italiano). Frontini chiama a raccolta gli investitori: “Senza nuove strutture ricettive rischiamo di fermarci”.
VITERBO – Un exploit turistico che supera le più rosee aspettative, ma che accende un faro sul limite strutturale della città: la carenza di posti letto. È la sintesi di quanto emerso a Palazzo dei Priori, dove l’amministrazione Frontini ha svelato i numeri definitivi di un 2025 da record. Nell’anno del Giubileo, Viterbo ha registrato 184.200 arrivi (+10,39% sul 2024) e 280.562 presenze (+7,53%). Dati che certificano una “fuga in avanti” rispetto al resto del Paese: mentre in Italia le presenze turistiche sono cresciute mediamente del 3%, Viterbo ha più che doppiato la performance nazionale.
L’impatto economico e la strategia
“Il turismo è il motore dello sviluppo economico”, ha ribadito la sindaca Chiara Frontini, evidenziando come la crescita sia strutturale: dal 2022 a oggi, gli arrivi sono aumentati complessivamente del 29,2%. Un successo che si riflette direttamente nelle casse comunali: l’imposta di soggiorno ha generato entrate per 594.192 euro, quasi 110mila euro in più rispetto all’anno precedente. Dietro i numeri c’è una strategia precisa, illustrata dagli assessori: marketing internazionale (fiere a Londra e Miami) , campagne mirate su riviste come Dove e Famiglia Cristiana e la valorizzazione del patrimonio culturale. Non è un caso che gli ingressi ai musei siano cresciuti del 25% e che eventi iconici come San Pellegrino in Fiore abbiano attratto 90mila visitatori. Anche il flusso religioso ha fatto la sua parte, con circa 19.000 pellegrini censiti lungo la Francigena.
Il “nodo” Avignone e l’appello ai privati
Ma per fare il salto di qualità definitivo, Viterbo deve risolvere il problema della ricettività. L’ambizione dell’amministrazione è quella di emulare il “modello Avignone”, la città francese dei Papi capace di attrarre milioni di visitatori. “L’investimento su Papi e Conclave è un pilastro e cercheremo un trait d’union con Avignone”, ha confermato la sindaca Frontini. Tuttavia, il confronto evidenzia una criticità: Viterbo registra troppo spesso il “tutto esaurito” a causa della mancanza di grandi strutture alberghiere, non compensabile dalla sola (seppur ricca) offerta di B&B. Da qui l’appello lanciato dalla Prima Cittadina agli investitori: “Auspichiamo che gli imprenditori, anche da fuori territorio, investano nel settore alberghiero. Spesso i ‘sold out’ ci impediscono di crescere: servono strutture di qualità per accogliere i grandi numeri”.
Obiettivo 200mila
Il traguardo è fissato. L’assessore allo Sviluppo Economico, Marco Nunzi, ha dettato la linea per il futuro prossimo: raggiungere quota 200.000 arrivi annui. Per supportare questa crescita, è stata ufficializzata la nascita dell’Osservatorio del Turismo, uno strumento tecnico indispensabile per pianificare la Viterbo del futuro e trasformare il boom del 2025 in una realtà consolidata.

