La donna fu massacrata a coltellate sul pianerottolo di casa dall’ex compagno che non voleva più vedere
CIVITAVECCHIA – Sarà lunedì 2 febbraio il primo passaggio processuale per uno dei delitti che più hanno sconvolto Civitavecchia negli ultimi anni.
Davanti alla Corte d’Assise di Roma, in piazzale Clodio, si aprirà il processo a carico di Jose Garman Varela Luna, assistito dall’avvocato Matteo Mormino, rinviato a giudizio con rito immediato per l’efferato femminicidio avvenuto il 15 maggio 2025.
L’imputato dovrà rispondere dell’omicidio della compagna, Teodora Petrova Kamenova, uccisa a coltellate all’interno del palazzo in cui viveva, nel cuore della città. La decisione della Procura e del Gip di saltare l’udienza preliminare e procedere direttamente al dibattimento è legata all’evidenza della prova, così come emerge dagli atti depositati.
La ricostruzione dell’omicidio
Il delitto si consuma nel pomeriggio del 15 maggio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo raggiunge la vittima nell’androne del palazzo. Tra i due scoppia un violento confronto, che degenera rapidamente. Varela Luna colpisce la donna con numerosi fendenti, non lasciandole scampo. Le ferite, risultate letali, non le consentono alcuna possibilità di difesa o di fuga.
Subito dopo l’aggressione, l’uomo si allontana dal luogo del delitto e, poco dopo, si presenta alle forze dell’ordine, ammettendo quanto accaduto. L’arresto è immediato. Fin dalle prime ore, il quadro investigativo appare chiaro e drammatico: un omicidio maturato all’interno di una relazione segnata da conflitti, tensioni e – secondo l’accusa – precedenti condotte vessatorie.
Le accuse e il giudizio immediato
La Procura contesta a Varela Luna l’omicidio aggravato dal rapporto affettivo con la vittima e dalla particolare ferocia dell’azione. Negli atti si fa riferimento a un contesto di maltrattamenti, minacce e violenze, elementi che hanno rafforzato la richiesta di giudizio immediato, accolta dal Gip.
Il processo si svolgerà dunque davanti alla Corte d’Assise, competente per i reati più gravi, e l’udienza di lunedì segnerà l’ingresso ufficiale della vicenda nella fase dibattimentale.
Le parti offese
Nel procedimento sono indicate come parti offese i familiari più stretti della vittima, che hanno subito un danno diretto e irreparabile dalla morte di Teodora Petrova Kamenova. È attesa la loro costituzione di parte civile, attraverso i legali, per chiedere giustizia e il risarcimento dei danni morali e materiali subiti.
Ivanova Manuela Todorova, madre della vittima è assistita dall’avvocato Clelia Bulfaro. La sorella, il cognato e i nipoti sono invece assistiti dall’avvocato Lorenzo Mereu.
L’udienza di lunedì
All’apertura del processo, la Corte procederà alla verifica delle costituzioni delle parti, alla formalizzazione delle posizioni processuali e alla definizione del calendario dibattimentale. Solo successivamente inizierà l’istruttoria vera e propria, con l’audizione dei testimoni e l’esame degli atti raccolti durante le indagini.
Un passaggio cruciale, non solo sul piano giudiziario ma anche simbolico, per una città che quel pomeriggio di maggio si è ritrovata improvvisamente al centro di una tragedia che parla di violenza, di relazioni spezzate e di una vita spezzata.
Si ricorda che l’imputato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva di condanna.

