Stalking e lesioni all’ex ministro Sangiuliano, rinviata a giudizio Maria Rosaria Boccia

Nel processo saranno parte civile lo stesso Sangiuliano, la moglie Federica Corsini e l’ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli

ROMA – Il giudice dell’udienza preliminare di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, rinviando l’avvio del processo al prossimo 6 ottobre. La decisione arriva al termine dell’udienza preliminare che ha stabilito che il procedimento dovrà essere celebrato con dibattimento.

Boccia è accusata di stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata nei confronti dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, oltre che di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum, in relazione all’organizzazione di alcuni eventi.

Nel processo saranno parte civile lo stesso Sangiuliano, la moglie Federica Corsini e l’ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.

Secondo l’impianto accusatorio, le condotte contestate riguardano una serie di episodi dopo la fine del legame tra Boccia e Sangiuliano, che sono stati oggetto di indagine da parte della Procura di Roma e successivamente formalizzati nel capo di imputazione. Già nel corso delle indagini preliminari i pm avevano contestato non solo atti persecutori ma anche comportamenti tali da interferire nella vita privata e professionale dell’ex ministro.

Il caso, già emerso nell’estate del 2024 e finito al centro dell’attenzione mediatica, ha avuto riflessi anche istituzionali: la vicenda era infatti esplosa nel contesto delle contestazioni attorno alla figura dell’allora ministro della Cultura.

La difesa di Boccia potrà ora presentare memorie e documenti in vista dell’inizio del dibattimento fissato per il 6 ottobre 2026.