I laghi del Lazio tornano a respirare: le grandi piogge d’inverno ricaricano Bolsena e Bracciano

Il lago di Bracciano ha recuperato quasi mezzo metro e il livello sullo zero è passato da -150 a -104 centimetri. Bolsena non solo ha recuperato ma aumentato il proprio livello conquistando metri sulle spiagge sabbiose

VITERBO / ROMA – Dopo un lungo ciclo di siccità che ha messo a dura prova gli ecosistemi lacustri del Centro Italia, l’inverno 2025-2026 sta segnando una svolta decisiva.

Grazie a due mesi di precipitazioni costanti e sopra la media, i bacini idrici del Lazio stanno registrando un recupero che, in alcuni casi, si misura in decine di centimetri, allontanando lo spettro dell’emergenza idrica che aveva caratterizzato le stagioni passate.

Un recupero visibile a occhio nudo

Secondo le ultime rilevazioni dell’Autorità di Bacino e dell’Osservatorio ANBI, il mese di gennaio e la prima metà di febbraio 2026 sono stati determinanti. Se nel 2024 e per gran parte del 2025 il lago di Bracciano e il lago di Bolsena avevano mostrato rive paurosamente arretrate e livelli ben al di sotto dello “zero idrometrico”, oggi lo scenario è in netto miglioramento.

Lago di Bracciano: Dopo aver toccato minimi storici negli anni passati (scendendo oltre i -150 cm dallo zero), il bacino sabatino ha registrato nelle ultime settimane una risalita significativa. I dati indicano un recupero di circa 14-15 centimetri solo nell’ultimo mese, un segnale vitale per la salute dell’ecosistema e per la sicurezza degli approvvigionamenti idrici della Capitale. Allo stato attuale il livello sullo 0 è in crescita e al momento si attesta a -104 centimetri.

Lago di Bolsena: Lo specchio d’acqua viterbese, pur essendo storicamente più resiliente grazie alla sua vasta superficie e profondità, ha beneficiato enormemente delle piogge torrenziali di inizio febbraio (con picchi di oltre 130 mm di pioggia in pochi giorni).

In soli dieci giorni, il livello idrometrico è cresciuto di circa 13 centimetri, un balzo che non si vedeva da tempo in un lasso di tempo così breve.

Il ruolo delle “piogge senza fine”

Il merito di questo “miracolo azzurro” va alle frequenti perturbazioni atlantiche che hanno colpito la regione. Solo a Bolsena, nel mese di febbraio 2026, si sono registrati accumuli pluviometrici vicini ai 140 mm, con giornate di pioggia intensa che hanno permesso al terreno, ormai saturo, di convogliare l’acqua direttamente verso i grandi invasi naturali e di ricaricare le falde profonde.

Non solo laghi: il benessere dei bacini regionali

Il miglioramento non riguarda solo i grandi laghi vulcanici. Anche il lago di Vico ha segnato un incremento di quasi 20 centimetri, e i bacini artificiali dell’Appennino centrale mostrano segnali di surplus idrico.

“Siamo passati da una condizione di siccità estrema a una di ordinaria criticità idraulica,” spiegano gli esperti della Protezione Civile. “Il rischio ora si sposta sulla gestione dei deflussi, ma per quanto riguarda le riserve idriche, il bilancio è estremamente positivo.”

Una prudente speranza

Nonostante il recupero, le autorità invitano alla cautela. Sebbene i laghi abbiano riacquistato volume, le ferite inflitte da anni di stress idrico non si rimarginano in una sola stagione. Il recupero di “diverse decine di centimetri” è un’ottima notizia per il turismo, l’agricoltura e la biodiversità, ma la gestione della risorsa acqua rimarrà la sfida centrale dei prossimi mesi.

Per ora, però, le rive dei nostri laghi tornano ad avanzare, restituendo ai visitatori e ai residenti quella bellezza paesaggistica che la siccità sembrava voler cancellare.

In conclusione, le piogge di gennaio e febbraio hanno “resettato” il deficit idrico accumulato negli ultimi tre anni. Se la primavera si manterrà mite, il 2026 potrebbe essere un’annata record per la produzione agricola laziale, a patto di gestire correttamente la protezione delle piante dai parassiti che prosperano con l’umidità.