Viterbo – Omicidio a Santa Lucia, David Ernesti trasferito in carcere: resta in silenzio davanti al gip

L’udienza si è svolta direttamente in ospedale, dove Ernesti era ricoverato e piantonato dalla polizia sin dalla sera del delitto

VITERBO – Dal reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa al carcere. È il provvedimento disposto dal gip Daniela Rispoli nei confronti di David Ernesti, 46 anni, accusato dell’omicidio volontario di Giovanni Bernabucci, 51 anni, ultrà della Lazio conosciuto come “La iena”. Il giudice ha accolto la richiesta della procura al termine dell’udienza di convalida dell’arresto e dell’interrogatorio di garanzia.

L’udienza si è svolta direttamente in ospedale, dove Ernesti era ricoverato e piantonato dalla polizia sin dalla sera del delitto, dopo essere arrivato in forte stato di agitazione. Assistito dagli avvocati Giuseppe Picchiarelli e Simona Mancini, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa si era opposta alla misura cautelare in carcere, depositando documentazione sanitaria relativa alle condizioni dell’uomo, già sottoposto a Tso e attualmente in terapia. Secondo quanto riferito, durante l’interrogatorio sarebbe apparso sedato e confuso.

Intanto la squadra mobile prosegue le indagini sull’omicidio avvenuto nella serata di venerdì 13 febbraio nell’appartamento di Ernesti, nel quartiere Santa Lucia. Bernabucci è stato colpito più volte con un coltello da cucina dalla lama di circa venti centimetri, con fendenti al torace, alla schiena e alle gambe. L’autopsia, che sarà disposta dal pubblico ministero Veronica Buonocore, dovrà chiarire con precisione le cause del decesso.

A dare l’allarme sarebbe stato lo stesso Ernesti, che avrebbe chiamato i soccorsi parlando di un’aggressione subita nella propria abitazione. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, hanno trovato Bernabucci riverso sul pavimento della cucina in una pozza di sangue. L’indagato presentava tracce ematiche su mani e volto, ma non ferite evidenti.

Secondo una prima ricostruzione, tra i due sarebbe scoppiata una lite degenerata in una colluttazione. Bernabucci si sarebbe recato a casa dell’amico e collega per proseguire una discussione iniziata in precedenza. Al centro, secondo gli investigatori, possibili attriti di natura lavorativa e questioni economiche. Non risultano denunce pregresse, ma i rapporti tra i due sarebbero stati segnati da tensioni ricorrenti. Per fare piena luce sui fatti, sono stati sequestrati i telefoni cellulari di entrambi: i dispositivi saranno analizzati da un consulente tecnico per ricostruire contatti, messaggi e le ultime ore prima del delitto.