Il Comitato esprime inoltre solidarietà agli operatori del mercato, che a suo giudizio stanno subendo le conseguenze di scelte progettuali ritenute miopi
CIVITAVECCHIA – La nuova perizia sugli alberi di Piazza Regina Margherita sarà redatta dallo stesso agronomo che, nella precedente relazione, aveva concluso per l’abbattimento di tutti e 16 gli esemplari. Una decisione che accende nuovamente lo scontro tra Comune e Comitato nato per impedire il taglio delle piante.
L’incarico è stato formalizzato con una determinazione dirigenziale del 12 febbraio, dopo che la Soprintendenza – a seguito di un tavolo tecnico con l’amministrazione – aveva richiesto un nuovo approfondimento. Ma la scelta del professionista ha sollevato immediate polemiche. Per il Comitato, infatti, affidare la seconda valutazione allo stesso tecnico che ha già espresso un giudizio netto sull’abbattimento svuota di significato il riesame.
Secondo i rappresentanti del gruppo civico, una nuova perizia dovrebbe garantire autonomia e indipendenza di giudizio. Riproporre il medesimo agronomo, sostengono, rischia di trasformare il nuovo incarico in una mera conferma di quanto già stabilito, senza assicurare quella terzietà che la situazione richiederebbe. Da qui la richiesta di chiarimenti sul valore effettivo di una seconda relazione firmata dallo stesso professionista.
Nel mirino finisce anche il richiamo, più volte evocato dall’amministrazione, al rischio di perdere i fondi del Pnrr. Il Comitato giudica questo argomento strumentale e respinge l’idea che le scadenze dei finanziamenti possano diventare una leva per accelerare decisioni che dovrebbero poggiare su basi tecniche solide e verificabili. Le criticità legate al progetto – sottolineano – erano state evidenziate già da circa un anno e mezzo, periodo durante il quale sarebbe stato possibile rivedere l’intervento conciliando le nuove coperture con la salvaguardia delle alberature, come peraltro indicato dalla stessa Soprintendenza.
Il Comitato esprime inoltre solidarietà agli operatori del mercato, che a suo giudizio stanno subendo le conseguenze di scelte progettuali ritenute miopi e di un iter che avrebbe rallentato la riqualificazione. Le difficoltà legate al maltempo, alla carenza di strutture e al degrado, viene ribadito, non possono essere attribuite agli alberi né giustificare decisioni affrettate. Le soluzioni, secondo i promotori della protesta, dovrebbero passare attraverso interventi immediati di manutenzione e una diversa organizzazione dei lavori, eventualmente partendo da altre parti del progetto, come l’antico mercato del pesce o il mercato coperto di San Lorenzo.
Per il Comitato, far coincidere la soluzione dei problemi del mercato con il taglio dei lecci rappresenta una forzatura. La riqualificazione, concludono, dovrebbe avere come presupposto legalità, trasparenza e tutela dei beni comuni, non il loro sacrificio.

