“Progetto Camerun, cosa si nasconde?”: scontro a Vasanello, negato l’accesso agli atti su 102mila euro

Nel mirino c’è l’assessore ai Servizi sociali, l’avvocato Dominga Martines, accusata di aver prima negato e poi differito l’accesso agli atti richiesto dall’opposizione

VASANELLO – “Un grande mistero”. Così i consiglieri di minoranza di Unione Civica per Vasanello, Siamo Vasanello e Gruppo Misto definiscono la vicenda del cosiddetto “Progetto Camerun”, finita al centro di un duro scontro politico con l’amministrazione comunale.

Nel mirino c’è l’assessore ai Servizi sociali, l’avvocato Dominga Martines, accusata di aver prima negato e poi differito l’accesso agli atti richiesto dalle minoranze.

“Altro colpo di teatro – attaccano i consiglieri – prima l’accesso viene negato, poi, su nostra richiesta, viene differito”.

Oggetto della richiesta è un affidamento diretto da 102mila euro alla società Clirap, disposto con determinazione n. 550. Le opposizioni chiedono di poter visionare il progetto e la relativa rendicontazione delle spese. “Non è solo un diritto – sottolineano – ma un dovere delle minoranze in consiglio”.

Secondo quanto riferito, l’amministrazione avrebbe motivato il differimento con la presenza di un procedimento penale in corso. Una spiegazione che non convince le opposizioni. “La mera trasmissione o acquisizione degli atti al vaglio del giudice penale, in assenza di un atto di sequestro, non comporta che gli stessi siano coperti da segreto né che siano sottratti all’accesso”, ricordano i consiglieri, citando principi giuridici in materia.

E aggiungono: “Non ci risulta alcun sequestro. Non ci sono motivi validi per non permettere l’accesso”.

Il tono si fa ancora più duro quando si parla delle risorse pubbliche impiegate. “Cosa sia successo in Camerun e come siano stati spesi ed affidati i soldi di questo progetto sta diventando uno dei grandi misteri d’Italia”, affermano. E incalzano direttamente l’assessore: “Perché tutta questa segretezza? Perché, assessore Martines, perché? Se tutto è in regola, come siamo certi, perché non inviare ai consiglieri di minoranza un progettino e quattro fatture?”.

Al centro della polemica c’è il tema della trasparenza amministrativa. “È dovere di ogni amministratore – concludono – soprattutto in un periodo in cui i cittadini fanno sempre più fatica a pagare imposte e tasse comunali, rendere conto di come si spendono i loro soldi”.

La vicenda è destinata ad approdare nuovamente in consiglio comunale, dove lo scontro politico si preannuncia tutt’altro che sopito.