Una tragedia sfiorata a Bari dove la giovane è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in ospedale per le ferite
BARI – Prima il clacson insistente, poi l’inseguimento in auto e infine la violenza: una ragazza di 25 anni è stata colpita più volte alla testa con un martello al termine di un diverbio stradale. Un episodio che ha scosso la città e che riaccende il tema dell’intolleranza verso chi si sposta con monopattini e biciclette.
L’aggressione risale alla sera dell’11 febbraio, ma la denuncia ai Carabinieri è stata formalizzata solo nelle ultime ore, con l’assistenza dell’associazione Gens Nova e dell’avvocato Antonio La Scala.
Secondo quanto ricostruito, la giovane stava percorrendo viale Unità d’Italia a bordo del suo monopattino, insieme al fidanzato che la affiancava in bicicletta. A un certo punto un automobilista, un uomo di circa 60 anni, avrebbe iniziato a suonare ripetutamente il clacson, intimando ai due di farsi da parte per lasciarlo passare.
Ne sarebbe nato un breve scambio di parole. La 25enne avrebbe invitato l’uomo a calmarsi, dopodiché la coppia si è allontanata dirigendosi verso una piazzetta poco distante, convinta che tutto fosse finito lì. Ma non era così.
L’automobilista, infatti, li avrebbe seguiti con la macchina, fermandosi a breve distanza. Sceso dal veicolo, avrebbe impugnato un martello e si sarebbe scagliato contro la ragazza, colpendola ripetutamente alla nuca e alla testa. A fermarlo sarebbero stati il fidanzato della vittima e alcuni passanti, intervenuti per bloccare l’aggressione.
La giovane è stata soccorsa e trasportata in ospedale, dove i medici le hanno suturato le ferite con diversi punti. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma lo shock per l’accaduto resta.
Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul posto, l’uomo era ancora presente. Tuttavia, l’arma utilizzata non sarebbe stata trovata: si ipotizza che sia stata nascosta o abbandonata poco prima dell’intervento degli agenti.
Nonostante la dinamica – con inseguimento e utilizzo di un oggetto contundente – l’aggressore non sarebbe stato arrestato nell’immediatezza. L’associazione che assiste la vittima segue ora il caso, chiedendo provvedimenti adeguati e sottolineando la gravità di una reazione violenta scatenata, secondo quanto denunciato, da un semplice rallentamento del traffico.
Un episodio che riporta al centro il tema della convivenza tra automobilisti e utenti della cosiddetta mobilità dolce, in un contesto urbano dove tensioni e nervosismi possono degenerare in pochi istanti.

