TARQUINIA – Con un’ordinanza sindacale firmata ieri, venerdì 20 febbraio, il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, ha disposto il divieto di utilizzo dell’acqua per il consumo umano nelle zone servite dalla Rete Lido (a valle della ex Aurelia) e Marina Velka Spinicci.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito della comunicazione della ASL Viterbo, che ha segnalato il superamento del parametro microbiologico degli enterococchi in campioni prelevati da Arpa Lazio nelle fontanelle pubbliche di Borgo Saline e Marina Velka Pian di Spille.
Cosa prevede l’ordinanza
L’acqua potrà essere utilizzata esclusivamente per l’igiene domestica (con esclusione del lavaggio dei denti) e, solo previa bollitura per almeno 10-15 minuti, per la preparazione e il lavaggio degli alimenti. È invece vietato l’uso come bevanda abituale, fino a nuove disposizioni.
L’ordinanza impone inoltre alla società Talete S.p.A., gestore del servizio idrico integrato dal 2016, di: individuare tempestivamente le cause della non conformità; adottare i correttivi necessari; garantire una concentrazione di cloro residuo libero pari a 0,2 mg/l; informare l’utenza; relazionare in merito agli interventi effettuati.
Il provvedimento è stato trasmesso, tra gli altri, anche all’ATO 1 Viterbo, alla Prefettura e alle forze dell’ordine.
La comunicazione che non c’è stata
Fin qui i fatti amministrativi. Resta però un punto che sta suscitando perplessità e malumori tra i residenti: il Consorzio di Marina Velka non sarebbe stato preventivamente informato dal Comune, né risulterebbe coinvolto nella comunicazione diretta ai cittadini della zona.
L’ordinanza prevede la pubblicazione online sul sito istituzionale e sull’Albo pretorio, oltre alla “più ampia diffusione”. Tuttavia, in un territorio come Marina Velka (caratterizzato da una forte presenza consortile e da una popolazione in parte non residente stabilmente) limitarsi alla pubblicazione formale rischia di non essere sufficiente a garantire un’informazione tempestiva ed efficace.
In situazioni che riguardano la salute pubblica, la rapidità e la capillarità della comunicazione sono elementi fondamentali tanto quanto l’atto amministrativo stesso.
Una questione di metodo
Il superamento di un parametro microbiologico come gli enterococchi è un fatto serio, che impone interventi immediati e rigorosi. Nessuna polemica, naturalmente, sulla necessità del provvedimento.
Ma proprio per la delicatezza del tema, ci si chiede se non sarebbe stato opportuno un coinvolgimento diretto del Consorzio di Marina Velka (soggetto che rappresenta centinaia di utenti) così da attivare immediatamente canali informativi interni, mailing list, affissioni e comunicazioni dirette ai proprietari.
La pubblicazione sull’Albo pretorio è un obbligo di legge. L’informazione alla cittadinanza è invece una responsabilità politica e amministrativa che, specie quando riguarda l’acqua che esce dai rubinetti delle case, merita strumenti più incisivi.
Nei prossimi giorni sarà importante capire: quali siano le cause tecniche della contaminazione; quali interventi verranno adottati da Talete; in quali tempi potrà essere ripristinata la piena potabilità; e soprattutto quali modalità di comunicazione verranno attivate per evitare che notizie di questo tipo circolino solo per passaparola.

