ROMA – Pasqua 2026 all’insegna della natura, della tradizione e della buona tavola nel Lazio. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Lazio, si registra un vero e proprio boom di prenotazioni negli oltre 1.300 agriturismi della regione, con circa 200mila presenze stimate tra pernottamenti, pranzi e visite tra Pasqua e Pasquetta.
Nonostante la crescita del turismo rurale, la maggior parte dei cittadini (circa il 70%) trascorrerà le festività in casa, confermando il pranzo pasquale come momento centrale di convivialità: in media sei persone a tavola e una spesa di circa 67 euro a famiglia. Un 17% ha invece scelto ristoranti e agriturismi, mentre una quota più ridotta punta su picnic all’aria aperta, meteo permettendo.
A tavola dominano i piatti della tradizione: nel Lazio resta protagonista l’abbacchio, spesso accompagnato dalle patate, insieme alle uova, simbolo pasquale per eccellenza. Secondo le stime, durante la settimana di Pasqua in Italia se ne consumano circa 300 milioni. Limitato invece il ricorso a cibi pronti o da asporto.
A spingere le prenotazioni, spiegano da Coldiretti, è anche il clima di incertezza internazionale, che orienta le famiglie verso mete vicine e considerate più sicure. “Gli agriturismi rappresentano una risposta concreta, perché uniscono accoglienza, qualità del cibo e legame con il territorio”, sottolinea il presidente regionale David Granieri.
Il fenomeno si inserisce in una crescita più ampia del turismo di prossimità, che nel Lazio trova terreno fertile: oltre 540 agriturismi si concentrano nella provincia di Viterbo e sempre più strutture affiancano all’ospitalità esperienze legate allo sport, alla natura e alla cultura.
Un modello che premia le campagne e le produzioni locali, rafforzando un’offerta turistica basata su autenticità, sostenibilità e valorizzazione del territorio.

