ROMA – “Siamo molto soddisfatti che l’Assemblea Capitolina abbia approvato all’unanimità la nostra proposta di delibera che ha come obiettivo indirizzi per il reinserimento lavorativo di persone private della libertà personale, in semi libertà o in stato di post detenzione nelle società partecipate di Roma Capitale”. Lo dichiara in una nota Marco Di Stefano, segretario regionale e capogruppo in Assemblea capitolina di Noi Moderati.
“La proposta – prosegue Di Stefano – si fonda su una convinzione: più inclusione uguale più sicurezza. Con questo provvedimento, infatti, vogliamo rafforzare in modo strutturato e sistemico le politiche di reinserimento sociale e lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi della libertà personale, nella consapevolezza che il lavoro rappresenti il modo più serio per ridurre la recidiva, aumentare la sicurezza e restituire dignità alle persone.
Una serie di misure pensate per superare la frammentazione degli interventi finora attivati e costruendo un modello stabile e coordinato. Roma deve avere il coraggio di credere davvero nelle seconde possibilità. Per questo chiediamo alle società partecipate di Roma Capitale di fare la loro parte, utilizzando strumenti già esistenti e incentivi già previsti dalla legge, senza nuovi costi per l’amministrazione ma senza canali preferenziali così come invece previsti per le categorie protette.
Inoltre, le società in house e, conseguentemente, i dirigenti che daranno attuazione agli indirizzi previsti, potranno beneficiare di elementi premiali nell’ambito della valutazione annuale effettuata da Roma Capitale, secondo i meccanismi già previsti dalla normativa.
Il testo elaborato, in collaborazione con l’avvocato Paola Pezzali, responsabile del Dipartimento regionale Lavoro e Welfare di Noi Moderati, è ampiamente condivisibile e recepisce le indicazioni della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale e di altre forze politiche. Il punto per noi è chiaro: meno ostacoli burocratici, più attenzione alle competenze, più occasioni concrete per chi vuole ricostruirsi una vita. Questa è una proposta di buonsenso, che unisce inclusione, legalità e sicurezza. Perché una città più giusta è anche una città più sicura”.

