TARQUINIA – L’amministrazione è sempre più inerme e tra i cittadini sale la preoccupazione.
L’ennesimo caso di violenza, arrivato in via Garibaldi a pochi mesi (e pochi passi di distanza) dalla rissa con coltellate in piazza Cavour, ha alimentato le proteste dei residenti.
Proteste legittime, visti gli ultimi accadimenti, che hanno portato una scia di sangue in due delle principali zone del centro storico cittadino.
La problematica è sotto gli occhi di tutti (ma evidentemente non sotto quelli dell’amministrazione comunale). Il sindaco, di concerto con la giunta, ha favorito l’apertura di una serie di negozi “esotici” lungo via Garibaldi. E le panchine della strada, un tempo fiore all’occhiello del paese grazie alla presenza di alcune attività storiche, sono occupate costantemente da nordafricani che bevono birra a tutte le ore, litigano tra loro, importunano i passanti e causano notevoli disagi.
“Via Garibaldi se la sono presa i nordafricani” commenta un residente a cui ne fa eco un altro: “La sera, ma non solo, quella strada è di loro”.
L’episodio che ha fatto scattare l’allarme sicurezza si è verificato lunedì 6 aprile con un acceso litigio tra due uomini di origine nordafricana avvenuto proprio davanti ad alcune attività commerciali aperte e gestite da loro connazionali.
Uno dei due era già stato arrestato dai Carabinieri due mesi fa ed è attualmente sottoposto all’obbligo di firma, mentre l’altro ha presentato domanda di protezione internazionale allo Stato italiano.
La lite è degenerata fino a sfociare nel sangue (alcune macchie erano ancora visibili questa mattina) e ha reso necessario l’intervento dei Carabinieri, giunti rapidamente sul posto. Presenti anche i sanitari del 118.
Tarquinia – Lite tra nordafricani finisce nel sangue: via Garibaldi è sempre più terra di nessuno
“Io ci vivo e ringrazio l’amministrazione – commenta ironicamente un residente -. ‘Tarquinia libera’ si era detto e così è stato”.
La preoccupazione, come detto, cresce soprattutto per le donne e i bambini che sono costretti a transitare a piedi.
“Purtroppo dobbiamo aver paura anche quando camminiamo nelle nostre vie – racconta amaramente una donna -. A una certa ora sembra che c’è il coprifuoco”.
In tutto questo la cosa che fa più rumore è il silenzio assordante del sindaco e dell’amministrazione. Nessun intervento, nessuna rassicurazione, nessuna presa di posizione. Niente di niente (anche se il copione, ormai, è lo stesso da anni).
Anziché informare il Prefetto, convocare i rappresentanti delle forze dell’ordine e avviare una stretta contro la problematica, il primo cittadino ha deciso ancora una volta di lasciar correre sperando che il problema si risolva da solo. Per buona pace dei cittadini e per la felicità (apparente) di tutti coloro che lo hanno votato.

