BRACCIANO, ENNESIMA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER L’EX CAPO DELL’UFFICIO TECNICO COMUNALE

Bracciano – Ancora una richiesta di rinvio a giudizio per l’ing.Luigi Di Matteo. Il magistrato che sta si occupa delle indagini collegate agli avvisi di garanzia per associazione a delinquere indirizzati ai vertici dell’ultima amministrazione e ad alcuni tra dirigenti e tecnici, ha concluso le indagini preliminari, contestando all’ex Capo Area dell’Ufficio Tecnico una serie di  reati, che vanno dal favoreggiamento al falso, dal rifiuto e omissione d’atti d’ufficio  alla continuazione dei reati, fino all’ingiusto profitto con circostanze aggravanti. In particolare:

downloadArt.378 c.p.: Reato di favoreggiamento per aver aiutato gli imputati Giuliano Sala e Maurizio Capparella a “eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria”, ostacolando e impedendo l’esecuzione del sequestro (disposto dal Tribunale) del documento e riguardante la “Relazione di sopralluogo proprietà Cimaglia”.

LArt. 479 c.p. (Reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale che, nell’esercizio delle sue funzioni, attesta in un atto pubblico fatti non veritieri) e Art. 61, n.2 c.p. (Circostanze aggravanti comuni a chiunque che, con artifizi o raggiri, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno): “perché al fine di occultare la commissione del delitto indicato al capo precedente, quale dirigente del Comune di Bracciano formava un atto pubblico ideologicamente  falso…” .

Art.328 c.p.: Rifiuto e omissione d’atti d’ufficio “perché nella sua qualità di dirigente del Comune di Bracciano, destinatario delle richieste di accesso agli atti  – per il tramite del Capo Area Amministrativa, Roberto Razzino – presentate dal Consigliere comunale Armando Tondinelli e aventi oggetto, tra l’altro, la relazione indicata nei capi precedenti  […] non provvedeva a consegnare né  ricercare la documentazione amministrativa richiesta né esponeva le ragioni del ritardo”.

timbrare-cartellinoArt.81 c.p. comma 2: il reato di concorso formale o di continuazione di reati; Art.640 c.p. comma 2 n.1) e Art. 61, n.9) c.p.:
Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno: “perché nella sua qualità di dirigente del Comune di Bracciano, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con artifici e raggiri – consistiti attraverso timbratura del cartellino, nel risultare falsamente la sua presenza presso gli uffici comunali, quando, in realtà, si recava a Civitavecchia per ragioni che, comunque,  non ne avrebbero giustificato l’assenza – inducendo in errore i competenti uffici comunali si procurava l’ingiusto profitto derivante dall’erogazione indebita di due giornate […] di stipendio con correlativo danno per le casse comunali”.

L’udienza è fissata il 30 giugno prossimo. Sono parti offese il legale rappresentante pro-tempore del Comune di Bracciano insieme al Consigliere comunale Armando Tondinelli che con le sue denunce segnalò questi avvenimenti.

Ass. Salviamo Bracciano

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