Truffa Fondazione Cariciv – La Procura apre un fascicolo e il MEF manda gli ispettori in via Risorgimento

Finalmente sarà fatta luce su una delle pagine più oscure della gestione “garibaldina” dell’Ente portato alle soglie dello scioglimento. Primo fascicolo importante sulla scrivania del nuovo capo della Procura Vardaro da oggi ufficialmente insediato a Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – Finalmente sarà fatta chiarezza. Piena luce su una delle vicende più vergognose della secolare storia della Fondazione Cariciv. I protagonisti di questa sciagurata storia li conosciamo bene. Persone della borghesia civitavecchiese (con la puzza sotto il naso direbbe qualcuno) che hanno allegramente dissipato un patrimonio impressionante. Hanno ostentato ricchezza e giocato con i soldi costati sacrifici immensi al popolo civitavecchiese. Soldi utilizzati per trovare lavoro a figli viziati ed incapaci di trovarne uno senza ricorrere ad espedienti. Mogli di, figli di, amici degli amici. Palazzo ed appartamenti pagati uno sproposito. Roba da far rabbrividire anche il più sprovveduto degli immobiliaristi nostrani.

Per non parlare della vicenda legata alla Lp Suisse dove a sparire, con una velocità impressionante, nemmeno un anno, sono stati 25 milioni di euro. Sì 25 milioni di euro fino a quando non scopriremo che fine abbiano fatto i restanti 6 milioni che dicono di aver recuperato oltre l’altro mezzo milione allegramente perso nell’investimento con Monte dei Paschi di Siena.

Personaggi che ormai appaiono alla città grotteschi come Vincenzo Cacciaglia detto “Don Ciccio”. Oppure l’avvocato Ludovico D’Amico “Papillon”. L’altro ambiguo ed oscuro personaggio con incarichi a go-go che risponde al nome di Massimo Ferri. La sua storia è degna di un film. Partito dal nulla ora si gode un benessere milionario e si può permettere di far vivere, studiare e quindi mantenere la prole in Svizzera.

L’altro personaggio dove probabilmente la Procura concentrerà le indagini il commercialista Iovino e i suoi colleghi di studio. Gli alchimisti contabili che hanno fatto di tutto per nascondere l’indifendibile e senza denunciare ufficialmente il tutto.

Dai soldi regalati a Sintagma allo ridicola operazione della televisione commerciale Mecenate Tv. Dall’asilo e scuola dell’infanzia del “preside” Cacciaglia ai nuovi soci della Fondazione cooptati tra ex pizzicaroli e macellai “di casa”.

Nel frattempo gli ispettori del MEF, dopo aver ricevuto ufficialmente la documentazione richiesta, hanno bussato alla porta della Fondazione. Saranno loro, speriamo, a porre fine a questo scempio. A cacciare dal fortino dove sono arroccati questi personaggi che hanno rovinato, per la loro arroganza e superficialità, carriere professionali di lungo corso oltre che ad aver infangato il nome della Fondazione che da loro dovrà essere risarcita con una azione di responsabilità che la Città deve pretendere.

Persone che non si vergognano ancora, ma lo faranno presto, di girare per la vie della città con la spocchia di chi può permettersi tutto in barba a regole e leggi.

Bene! Quel tempo è finito…

Sì perché da oggi, ufficialmente, il nuovo capo della Procura Vardaro occuperà l’ufficio lasciato vuoto da mesi dall’uscita di scena, per raggiunti limiti di età, di Amendola.

Un fascicoletto nuovo nuovo dove siamo convinti che produrrà tali elementi da aprire nuovi scenari sulla Città di Traiano e far conoscere al popolo, quello laborioso e in difficoltà, come è stato gestito il potere attraverso la Fondazione.

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