Gli auguri di Buon Anno dell’Unicef

L’Unicef è la nostra grande organizzazione, fondata nel 1946, per dare aiuto a bambine\i, ragazze\i nelle tante, drammatiche, frequenti purtroppo, emergenze del mondo.

 

Abbiamo perciò bisogno di raccogliere fondi.

 

E questo facciamo con lo splendido lavoro delle tante signore che nelle nostre sedi, da decenni, realizzano pigotte che   s’impegnano a far adottare, come diciamo noi, ad altre persone, in altro modo solidali.

Un lavoro che impegna alla puntualità dei tempi, alla creatività, all’osservazione e alla relazione con il territorio, come nel caso della realizzazione della pigotta ‘Facchino di S.Rosa’ (con il ‘placet’ del Sodalizio).

In ogni punto d’ago, in ogni momento passato ai tavoli, in sede e\o in quelli freddi dei giorni d’inverno ai banchetti, in città e nei paesi, sono testardamente, qui e lì, a prestare il proprio aiuto a problemi gravissimi provocati da guerre, terremoti, malattie, carenza o inquinamento delle acque, fame.

Noi tutti abbiamo sempre negli occhi tutto questo. Certo, ci divertiamo anche, portiamo in laboratorio qualcosa da mangiare e abbiamo sempre qualcosa di cui parlare. Ma nei nostri gesti e nei nostri occhi, c’è chi sta peggio di noi, lontani o vicini che siano.

 

Li avevano negli occhi anche le scuole di Caprarola, Carbognano, Ronciglione, Capranica, Montefiascone (primo ciclo e superiori), a Viterbo l’ITE Savi, il Liceo Scientifico e il settore moda dell’Orioli, che hanno realizzato e\o fatto adottare pigotte, sospinte da splendide docenti sempre pronte, in affettuoso e professionale contatto con le famiglie degli alunni, a spiegare il fondamentale compito dell’Unicef nel mondo.

 

E facciamo raccolta fondi, quest’anno devoluti a EMERGENZA SIRIA,

anche con il Calendario, realizzato nella nostra provincia da oltre vent’anni su disegni di bambine e bambini delle scuole primarie. Ne vengono distribuiti, attualmente, oltre 4500. È il Calendario dei Diritti che unisce raccolta fondi e, come diceva il nostro faro, Giuseppe Foti, Educazione ai Valori, Formazione del Cittadino e della Persona.

Noi, quando, come succede, non ce la facciamo ad operare materialmente nei tantissimi ambiti specifici, collaboriamo con altre associazioni ed enti: siamo e saremo al Tavolo della Pace; a fianco delle donne del mondo come di quelle viterbesi, contro ogni genere di violenza e insieme dunque a Erinna e Viterbo con Amore, impegnate in tale direzione; a fianco di ogni bambino nelle sue necessità familiari, sanitarie, scolastiche, sociali; a fianco di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, nell’affermare e realizzare il loro diritto alla vita e al gioco.

Inteso, quest’ultimo in senso specifico e in senso lato: come mondo di esperienza, di gioia, di pensiero, di socializzazione, di regole e anche di battaglia, consapevole o meno, per una Città Amica di bambine\i, contro l’invasione delle auto e di tutto ciò che è invadente mercato; siamo, per tutto questo, a volte con ASL, CTS, CT o Arlaf, con Viterbo con Amore, Vitersport, la Casa dei Diritti Sociali, il Commercio equo e solidale e tanti altri.

 

Insieme al Ministero dell’Istruzione, per Viterbo e Provincia, attraverso la straordinaria, convinta opera di Clelia Maio e Sabrina Sciarrini e Patrizia Lombardi, dell’Ufficio Scolastico, insieme ad oltre mille istituti in tutta Italia, siamo, stabilmente e con determinazione, legati al mondo della scuola ( Progetto ‘VERSO UNA SCUOLA AMICA’ , all’ottavo anno, 31 istituti di ogni ordine e grado); a far sì che essa diventi sempre più,  trasversalmente alle discipline, costante allenamento all’accoglienza, alla partecipazione, all’ascolto, alla gestione delle emozioni, alla solidarietà: a vivere e a far vivere insomma i propri e gli altrui  diritti.

Atteso tutti gli anni, organizzato con grande rigore e fatica, l’evento che è nel cuore delle famiglie, delle scuole e delle palestre di Viterbo e provincia: lo Spettacolo di Danza al Palazzetto dello sport, nel corso del quale centinaia di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, esibiscono numeri straordinari per impegno, qualità di motivazione e temi selezionati, davanti ad un  folto pubblico che, sì, paga per vedere all’opera i propri figli, ma, soprattutto,  perché apprezza i valori in campo e per  condivisa solidarietà.

 

Ora un brindisi ci vuole: per tutti noi e per tutti quelli che affiancati a noi, pur diversamente, contribuiscono, anche occasionalmente, a tutto ciò.

Un brindisi, infine, perché l’anno nuovo porti importanti e decisive tessere al mosaico dei nostri, seppur difficili, grandi traguardi di solidarietà.

 

Sia buono il 2017 e… magari…. anche gli anni a venire!

 

Firmato….. tutti noi.

 

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