Il calzolaio ha le scarpe rotte, Michelini, sindaco vivaista, ha fatto diventare Pratogiardino una foresta abbandonata e secca

La nostra azienda realizza giardini da più di sessanta anni. Utilizziamo piante coltivate nei nostri vivai, dai grandi esemplari che formano la struttura del giardino, a tutte le essenze che lo arricchiscono e lo completano.
I nostri giardini sono il frutto della grande esperienza maturata in tanti anni di lavoro appassionato.

 

Questo è quanto scritto sul sito del vivaio del nostro illustrissimo sindaco Leonardo Michelini, “non calpestate le aiuole” è riportato in un minuscolo cartello su di un paletto in un angolo abbandonato del nostro parco cittadino, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra città, i cittadini sono stanchi di questa amministrazione e dei danni fatti in 4 anni di gestione di un sindaco vivaista, con un parco cittadino lasciato al totale abbandono da questa giunta.

Un cittadino grida con tutta la sua voce rabbia ed indignazione. 

VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!!!

Non ci sono altre parole da dire.
E’ addirittura difficile da raccontare. Non immaginavo e non potevo nemmeno lontanamente aspettarmi una cosa simile.
Provo a spiegare ma sono talmente incazzato da vergognarmi d’essere prima viterbese e poi italiano.

Sono stato a Prato Giardino, si Prato Giardino porca troia, senza altri nomi, senza quell’altra cagata di nome che gli hanno dato senza motivo o per far contento qualcuno.

Sono dovuto uscire dalla rabbia. Non per la mostra canina, per carità, molti di loro neanche immaginano che quell’area era il polmone verde di Viterbo, ne per il fatto che hanno fatto retate di spacciatori. Quelli sono problemi di ordine pubblico. Mi riferisco allo stato in cui versa il giardino. E

SINDACO, lo sai che cazzo significa “giardino”? Porca troia, lo sai? Lo dovresti sapere visto che lo fai di mestiere e che ogni anno piazzi una bella pubblicità primaverile sul tuo vivaio che adesso, dopo aver visto, sembra una bestemmia, un affronto a chi paga le tasse..

Una bestemmia vederlo, un colpo al cuore camminarci dentro, respirare, osservare, ricordare. Esci e puoi solo gettare anatemi, puoi solo vergognarti. Puoi solo ricordare com’era. Era verde e pieno di bambini. Oggi è giallo, spento, morto, sudicio, polveroso.

Sindaco, lo dovresti sapere cosa significa giardino: “porzione di terreno coltivata a piante ornamentali e da fiore e adibita a luogo di ricreazione e passeggio nelle immediate adiacenze di un edificio (g. privato) oppure all’interno o alla periferia di un centro abitato”. Capito?
Ci sono termini come ricreazione, passeggio, ornamento, fiori.
Quello era il nostro giardino. E per ridurlo ad un cesso, com’è ora, magari paghiamo pure.

Regalalo alle scuole, alle associazioni no profit, di loro che lo possono usare, magari ci pensano loro. Regalalo ai cittadini, magari trovate qualcuno meglio di voi. Qualcuno in grado di averlo a cuore.

Non si può guardare. Adesso è una fogna, un monnezzaro, una foresta dimenticata, abbandonata, secca. I cani oggi correvano e sollevavano polvere. Poi ci chiediamo perché non ci portano i bambini. Cosa cazzo ce li porti a fare dei figli o dei nipoti? A far cosa? a respirare merda? A guardare pesci rossi nella melma?

Cazzo chiudilo allora! Non farci entrare nessuno, fai in modo che la natura da sola prenda il sopravvento. Almeno non devi andare a raccattare spacciatori o a preoccuparti se degli incoscienti lo utilizzano per ciò che è.
Chiudilo. E’ una vergogna.

La gente oggi passeggiava fra le sterpaglie, fra le siepi, incolte da anni, su un tappeto di foglie che ha ucciso il muschio sotto e le pietre dei vialetti, i sentieri. La quintessenza del disordine altro che ornamento, altro che ricreazione.

Posso andare solo a delinquere in un posto simile, e a mio avviso, delinque anche chi non se ne accorge, chi non lo tutela, chi lascia correre, chi fa battute, chi lancia il sasso e poi nasconde la mano, chi non vi denuncia per manifesta incapacità.

Io denuncio questo stato di cose, è insopportabile, incivile, indecoroso, ingiusto.
Come dovrebbero fare tutti; altro che foto dal mare, altro che messaggini criptici di merda contro questo o quello, altro che strategie di comunicazione. Tutte stronzate.
Metteteci nome e cognome.

Usate questo cazzo di mezzo per quello che può fare. Protestate contro questa barbarie. Io sono un cittadino che crede nelle regole, nello stato, nella giustizia, nel governo e oggi, vedendo la mia città, non ho potuto far altro che inveire, bestemmiare e maledire chi l’ha portata a questo punto

Io mi vergogno della mia città, di voi, di tutto.
Mi chiamo Bruno Pagnanelli e mi assumo, come sempre, la responsabilità di quello che scrivo.
Sindaco, cosa che dovresti fare tu e tutti quegli altri che siedono con te, in quella stanza a piazza del Comune per ciò che fate…

Dovreste farlo anche per dovere, visto che avete chiesto, candidandovi, di essere gli amministratori di questa parte di mondo. Invece da 4 anni, vi vediamo fare solo movimenti per riequilibrare la bilancia delle fazioni.
Null’altro. Non va bene un cazzo in questo posto.
Che si sappia.
Altro che va tutto bene madama la marchesa.

Fateci un giro, tu e la tua maggioranza.
Se non avete palle e soldi, voglia o tempo, chiudetelo.
Ma chiedete scusa. E si cazzo, dovete chiedere scusa.

Altro che non calpestare le aiuole.
Qui, non c’è più un cazzo da calpestare…

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