Civitavecchia – Simona Ricotti rinnega il M5S e come tradizione si appresta ad abbandonare l’ennesima nave (politica) che sta affondando

Infuocata riunione con i vecchi “compagni” che le hanno rinfacciato il suo ruolo a fianco di Cozzolino. Lei lo ha scaricato e per farlo sapere ha iniziato dalla nostra pagina Facebook

CIVITAVECCHIA – Tutti conoscono quel detto marinaro: “quando la nave affonda, i topi scappano”. Questa frase viene associata sempre a quelle persone che scappano dalle amicizie o dalle situazioni di difficoltà in cui si trovano vecchi amici. E così ci sembra di leggere e di interpretare dalla seguente frase scritta dalla ormai ex grillina Simona Ricotti: 

Egregio Direttore, invito il suo giornale e tutti i suoi giornalisti a non associare il mio nome con quello del M5$ del quale non ho fatto e non ho fatto mai parte, e dal quale mi dividono profonde differenze ideologiche. Il proseguire in tale atteggiamento mi vedrà costretta ad adire alle vie legali. Tralascio i contenuti dell’articolo sui quali l’associazione Caponnetto si riserva di intervenire in altra sede.

Già perché far credere di non essere mai stata grillina, di non aver mai sostenuto quella giunta dove c’è anche Manuedda è davvero risibile se non sconcertante.

Lei una volta era una comunista dura e pura. Ha sempre preso delle mazzate a livello politico quando militava in partiti di estrema sinistra che tutti si ricordano le sceneggiate napoletane fatte in pubbliche piazze o dentro i consigli comunali ora con Moscherini ora con Tidei.

Poi la svolta con la vittoria di Cozzolino e la sua maestosa presenza al primo consiglio comunale dove era evidente il suo ruolo da capo claque sorridente e più rossa che mai.

Certo. Da essere stata in prima linea nelle marce per la salute contro l’Enel a fare scena muta sempre su Enel e sul forno crematorio è stato un tutt’uno.

Adesso con Antonio Cozzolino in evidente difficoltà. Con un futuro politico segnato come quello di un malato terminale (se non cade con i suoi adesso lo farà di certo tra due anni quando saranno spazzati via dal popolo affamato) la Ricotti, abile politica di lungo corso, ha pensato bene di riavvicinarsi ai vecchi compagni di una volta. Quelli sì rimasti, nel bene e nel male, in quelle sedie dove tutto è passato tranne che il potere.

Simona Ricotti, quella che pensa che l’Associazione Caponnetto sia una cosa da utilizzare contro i nemici politici. Basta riguardare le sue iniziative, contro di chi e che esiti ha ottenuto per capire il perché continui a ricoprire quel ruolo.

Non se ne abbia il responsabile dell’Associazione, l’ottimo Elvio Di Cesare, ma la figura di chi c’era prima a rappresentarli sul territorio e cioè Luigi Daga, non è stata mai più rimpiazzata né lontanamente ritenuta credibile proprio per gli atteggiamenti mai super partes di Simona Ricotti.

Che abbia rinnegato e che continuerà a farlo nei prossimi mesi il Movimento 5 Stelle a noi non importa assolutamente nulla. Ci è bastata vederla partecipare alle loro riunioni o passeggiare a braccetto con il sindaco Cozzolino e guardare con disprezzo i movimentisti che avevano messo su le tende davanti al Pincio per denunciare l’emergenza abitativa.

I suoi silenzi su Enel e forno crematorio parlano più di qualsiasi altra cosa. Fino a ieri aveva sposato con forza, veemenza le iniziative dei grillini. Forse è stato solo per amore? Difficile crederlo. E’ troppo ambiziosa, arrogante e presuntuosa per non calpestare, se dovesse occorrere, anche quello.

Sui suoi continui esposti alla Procura di Civitavecchia dietro la firma dell’Associazione Caponnetto ci torneremo molto presto pubblicando documenti davvero interessanti su altri argomenti che hanno scosso la città e favorito l’ascesa dei napoletani al potere.

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