Terni – Fiorini e Cini (Lega) “Il sindaco mantenga la promessa fatta ai cittadini e si dimetta. La città è sull’orlo del baratro”

Emanuele Fiorini (Lega Umbria) e Federico Cini (Lega Terni) sferrano un durissimo attacco al primo cittadino della città del “ferro”

TERNI – Riceviamo e pubblichiamo: “L’esito del ricorso era scontato, ora vediamo se il sindaco Di Girolamo riuscirà almeno a mantenere una delle parole date: dimettersi dopo la decisione delle sezioni riunite in sede giurisdizionale della Corte dei Conti” E’ l’intervento congiunto del capogruppo Lega in Regione umbria, Emanuele Fiorini e del segretario Lega Terni, Federico Cini.

“Nonostante il facile entusiasmo che sembra aver pervaso i cittadini che vivono questo momento alla stregua di una liberazione dallo straniero invasore – proseguono –  c’è però un’infausta parola che aleggia nell’aria: dissesto.

Sì, perché affrontare le conseguenze del dissesto significa intraprendere un lungo percorso bagnato dalle lacrime e dal sangue dei ternani incolpevoli ed inermi di fronte al fallimento delle giunte di centrosinistra che si sono avvicendate negli ultimi decenni.

E sebbene vi sia una sentenza che inchioda gli amministratori alle loro responsabilità, addirittura nelle segreterie dei partiti di maggioranza si ipotizzano soluzioni creative, cercando di salvare il salvabile, cioè poltrone e posti di potere, magari attraverso il varo di una nuova giunta asseritamente in discontinuità con le precedenti.

Tutto ciò non è più tollerabile. Di danni ne sono stati fatti abbastanza. Occorre restituire alla città quegli spazi di democrazia che merita. Restiamo in attesa di conoscere le decisioni del sindaco e della giunta, dopodiché valuteremo ogni azione possibile da intraprendere per liberare questa città da quelle persone che hanno portato Terni sull’orlo del baratro e ora si apprestano all’ultima inesorabile spinta. Noi non glielo permetteremo.

Saremo sempre al fianco dei cittadini ternani con coraggio e determinazione per restituire alla città un’amministrazione degna di tale nome magari già nel maggio 2018, come la decenza e il buon senso imporrebbero”.

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