Elezioni Politiche – Il Movimento 5 Stelle ha sciolto le riserve, un magistrato al Senato

Alberto Cozzella, sostituto procuratore generale della Corte d’appello di Roma, sarà il candidato a Viterbo al Senato contro Mazzoli e Battistoni

VITERBO – Ormai il quadro è completo sia dei candidati alla Camera che al Senato per Viterbo e Civitavecchia. Punta sulle toghe, ma non avevamo dubbi, il Movimento 5 stelle con Alberto Cozzella, sostituto procuratore generale della Corte d’appello di Roma, candidato all’uninominale a Viterbo per il Senato. Si alza l’asticella delle difficoltà per il centrosinistra che pensava di avere il seggio in tasca con Alessandro Mazzoli dopo la debole candidatura del centrodestra che ha puntato invece su Francesco Battistoni.

Sul versante Camera debole la candidatura della tarquiniese Elisa Galeani che di fatto spiana la strada a Giuseppe Fioroni del PD che dovrà comunque vedersela con l’agguerritta truppa dei giovani di Fratelli d’Italia che hanno puntato i fari su Mauro Rotelli.

Paolo Mastrandrea

Elezioni politiche, il Movimento 5 stelle ha scelto i candidati nei collegi uninominali, nomi che nei rispettivi collegi dovranno darsi da fare per ottenere un voto in più rispetto agli altri per entrare in parlamento.

Sul versante civitavecchiese, per quanto riguarda sempre le candidature all’uninominale alla Camera sarà testa a testa tra il candidato di Forza Italia Alessandro battilocchio, largamente favorito e Paolo Mastrandrea, presidente dell’ordine degli avvocati di Civitavecchia.

Gli ultimi candidati annunciati si aggiungono a quelli votati attraverso le Parlamentarie 5 stelle, per la parte proporzionale: alla camera i viterbesi troveranno Marta Grande, deputata uscente di Civitavecchia, Gabriele Lorenzoni di Rieti, Simona Sassara di Civita Castellana e Matteo Simoncini di Montefiascone.

Sempre per Viterbo, al senato sono stati scelti Elio Lannutti presidente dell’Adusbef, Alessandra Maiorino di Roma, Aniello Prisco di Frosinone ed Elisabetta Trenta di Frosinone.

Nel proporzionale i seggi sono ripartiti in base al risultato ottenuto da ciascuna lista, mentre per l’uninominale contano le preferenze di ciascun candidato, proposto dalla coalizione.

 

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