PIÙ FORTE DI PRIMA

Avanti a testa alta per Pirozzi presidente. Un’inchiesta a venti giorni dal voto fa pensare male. Sulla rete ondata di solidarietà per il sindaco di Amatrice. Le disparità con il Pd

di Francesco Storace

ROMA – Ci avete provato, lo volevate distruggere, ma non ci siete riusciti. Da ieri e’ un’onda infinita la catena di solidarietà nei riguardi di Sergio Pirozzi, colpito da un incommentabile atto giudiziario – incommentabile perché in questo paese rischi pure se fai lesa maestà – relativo al terremoto che devastò Amatrice nel 2016. Collegato a sua volta al sisma dell’Aquila 2009.

Un’emozione fortissima ci ha colpito tutti quando di prima mattina abbiamo appreso dalla rete la notizia dell’avviso di conclusione indagini. Omicidio colposo. Da toglierti il fiato. A circa venti giorni dal voto, volevano che Pirozzi si accasciasse a terra, per poi mettere a posto le carte e andare a rispondere al p.m. che poi avrebbe dovuto decidere se richiederne il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Riunioni con gli avvocati e non con gli elettori. Col magistrato che va in pensione il primo marzo….

Troppe coincidenze che farebbero pensare male. Ma se lo dici ne rispondi. Però non possono incriminare le nostre teste, la libertà di dire che questa roba non rende onore alla giustizia. Perché, signori magistrati, dovete far pensare male? Perché mettete dubbi al cittadino?

Sergio Pirozzi ci ha raccontato in diretta Facebook la vicenda della medaglia d’oro al valor civile che deve essere conferita alla città di Amatrice. Aveva proposto al prefetto la data del 26 gennaio per la cerimonia e poi avevano insieme concordato di spostarla a dopo le elezioni, per non influire sulla campagna elettorale. E una roba del genere invece si può fare?

Zingaretti indagato per un giorno nel processo mafia capitale. E poi per falsa testimonianza, decideranno solo dopo il voto se mandarlo in tribunale. Idem per l’intero gruppo del Pd della scorsa legislatura, sotto processo per rimborsopoli, con alcuni degli imputati che francamente pensiamo che se la caveranno, con udienze fissate a dopo il mese di marzo. Perché di loro la pubblica opinione non deve sapere nulla prima dell’apertura delle urne?

Sarà un boomerang per i suoi accusatori, mi viene voglia di dire a Sergio Pirozzi. Per un totale di 23 anni ho collezionato processi e inchieste da cui sono uscito sempre a testa alta. La stessa cosa abbiamo appreso l’altroieri per Guido Bertolaso che ha ragione: siamo in tanti a doverci scusare con lui per aver creduto alle accuse che nei suoi confronti sono crollate.

Per questo, gli avversari del sindaco di Amatrice – quelli vicini e quelli lontani – non devono illudersi: con ancora più forza d’animo, batteremo il territorio del Lazio palmo a palmo per parlare ai cittadini di quest’uomo buono e onesto, che merita di essere eletto governatore.

Assieme a Roberto Buonasorte e Lorenza Alessandrini lo abbracceremo con migliaia di elettori il prossimo 22 febbraio al Palacavicchi, e ogni giorno racconteremo la sua storia di combattente della sofferenza.

Mi ha scritto un amico, militante di uno dei partiti del centrodestra: “Se prima avevo un dubbio sul voto disgiunto in favore di Pirozzi, da oggi ne ho la certezza”.

Caro Sergio, siamo tutti noi ad essere orgogliosi di te.

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