Terremoto in Regione dentro Forza Italia: Simeone e Cangemi lasciano dopo il caso Ciacciarelli

Terremoto in Forza Italia. Scontro per la presidenza della Commissione Sanità. Simeone rinuncia per cederla a Cangemi. Che minacciava di lasciare il Partito. Ma il gruppo la assegna a Ciacciarelli. Simeone e Cangemi se ne vanno al Gruppo Misto. Lunedì tutti da Fazzone

Lo scontro tra i titani di Forza Italia manda in frantumi il Gruppo in Regione Lazio. I titani sono l’altissimo presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ed il cattivissimo senatore Claudio Fazzone coordinatore regionale del Partito. Sono i due uomini più potenti nel Lazio all’interno di Forza Italia: finora in sintonia e in equilibrio ora sono ai ferri corti.

L’ultima conseguenza del loro scontro: i consiglieri regionali di Forza ItaliaGiuseppe Simeone e Pino Cangemi sono passati al gruppo Misto.

Tutto nasce da Palozzi

Tutto è iniziato con lo Zingaretti bis. In Regione Lazio, all’interno di Forza Italia è sempre esistito uno schema per assegnare gli incarichi. La regola è chiara, evita scontri ed imboscate: chi ha preso più voti decide per primo quale incarico avere e poi tocca agli altri a  scalare. Lo chiamano ‘principio meritocratico’.

Il primo incarico da assegnare è la vice presidenza del Consiglio Regionale. Un incarico che, in base al principio ‘meritocratico’ sarebbe spettato ad Adriano Palozzi (area Francesco Aracri – Maurizio Gasparri).

Ma questa volta è arrivato un ordine dall’alto: il potentissimo Claudio Fazzone ha stabilito una designazione diversa. Ha indicato il pontino Pino Simeone. E gli ordini di Fazzone hanno la precedenza. Anche sulle regole interne. È lui a regnare in modo assoluto su Forza Italia nel Lazio.

In maniera disciplinata, i Consiglieri si sono messi in fila e sono andati a votare il vice presidente d’aula. Ma nelle urne è accaduto qualcosa di imprevisto. Il nome uscito per la vice presidenza d’aula è stato quello di Adriano Palozzi, che ha preso un voto in più di Pino Simeone

Da dove sono usciti i voti per Adriano Palozzi? Gli esperti dicono che potrebbe essere andato a cercarsi i voti dei Fratelli d’Italia e della Lega, al massimo un franco tiratore dentro Forza Italia (Pasquale Ciacciarelli ha sempre negato), qualche voto dal Pd.

Un risultato dirompente. Perché ha permesso a Maurizio Gasparri di portare a compimento una prima vendetta contro Antonio Tajani e Claudio Fazzone.

Ma soprattutto perché per la prima volta è stato messo in discussione il potere temporale e spirituale di Fazzone.

E prosegue con Aurigemma

Lo scontro è proseguito al momento di designare il capogruppo. Claudio Fazzone indica Giuseppe Cangemi. Non ci sta Antonio Tajani che schiera le truppe in modo da blindare la conferma di Antonello Aurigemma.

Ma non è una decisione indolore. La designazione avviene al termine di una conta interna. Che scava il solco tra chi risponde al coordinatore regionale Claudio Fazzone e chi resta fedele al presidente del Parlamento Ue  Antonio Tajani. 

Uno a uno e palla al centro.

Lo scontro per le Commissioni

Arriva il momento di assegnare le presidenze di Commissione. In genere vanno tutte alla maggioranza che ha sostenuto l’elezione del governatore, tranne due ‘di garanzia e controllo’ che competono sempre all’opposizione. Ma la scorsa tornata elettorale ha confermato Nicola Zingaretti senza però una maggioranza.

Per tenere in piedi la Legislatura il Governatore decide di seguire l’unica strada possibile: condividere le responsabilità tra le tre non maggioranzepresenti in aula. E cioè centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 Stelle.

Due presidenze di Commissione toccano a Forza Italia. Si torna al principio ‘meritocratico’ e la prima scelta tocca a Pino Simeone. Che indica la Commissione Sanità.

Poi, scorrendo la lista, tocca a Pasquale Ciacciarelli: a lui tocca l’altra Commissione rimasta in quota a Forza Italia; con molta probabilità è la Cultura.

Ma a questo punto si mette di traverso Giuseppe Cangemi: minaccia di uscire dal Partito, chiede che la riunione venga sospesa ed aggiornata al pomeriggio. Reclama una Commissione: tutti hanno la certezza che si sia mosso solo dopo avere avuto la benedizione di Claudio Fazzone, nessuno altrimenti oserebbe un colpo di testa del genere senza avere una blindatura politica alle spalle.

Antonello Aurigemma sospende i lavori e fissa la prosecuzione al pomeriggio. Ma dopo poco riceve una telefonata: è Pino Simeone che gli comunica il suo passo di lato, «Roma è Roma, cedo la mia Commissione a Cangemi perché può essere la soluzione migliore».

Dopo poco, Simeone e Cangemi annunciano che non andranno alla riunione del pomeriggio.

Il blitz. No non è un blitz

Quando riprendono i lavori, il capogruppo Aurigemma ricontatta Simeone che gli conferma la sua indisponibilità a fare il presidente della Commissione Sanità per cederla a Cangemi.

Qui avviene la levata di scudi che scatenerà la guerra interna. Perché il resto del gruppo dice: “nel Partito non c’è il principio della cessione in favore di un altro. Se Simeone rinuncia, noi andiamo avanti con la lista“.

Il nome successivo nella lista è quello di Pasquale Ciacciarelli il quarto degli eletti. Che dice subito si alla Commissione Sanità lasciata libera da Pino Simeone.

Il quinto è Giuseppe Cangemi. Non è presente, nella tarda mattinata ha detto che non sarebbe andato, avvertendo che non è disponibile ad accettare ruoli diversi dalla presidenza della Commissione Sanità e che piuttosto avrebbe lasciato il Partito.

Il Gruppo “Preso atto della indisponibilità di Cangemi ad accettare incarichi diversi dalla presidenza della Commissione Sanità indica Laura Cartaginese per la presidenza dell’altra Commissione disponibile“.

Per gli uomini di Claudio Fazzone è stato un blitz con il quale scippargli la commissione Sanità: per loro la situazione era chiara, Pino Simeone faceva il passo indietro solo per cedere l’incarico al collega Giuseppe Cangemi.

Per gli uomini di Antonio Tajani la situazione è altrettanto chiara: sono certi che siano quelli di Fazzone a voler fare il blitz, per scippare la commissione Sanità a Ciacciarelli al quale compete dopo la rinuncia di Simeone.

Il Gruppo in frantumi

La risposta di Simeone e Cangemi: lasciano il Gruppo di Forza Italia e protocollano la loro richiesta di adesione al Gruppo Misto.

In serata scende in campo direttamente Claudio Fazzone. «Io di questa storia non so niente, mi hanno informato a cose fatte. Lunedì convoco una riunione, voglio sentire tutti con le mie orecchie: sono abituato a fare i confronti in  mia presenza. Vediamo di dirimere questa situazione».

Ma la posizione del Coordinatore Regionale di Forza Italia qual è? «Mi sembra chiaro che Pino Simeone, che è un vero signore se consideriamo tutto quello che gli hanno fatto, con un gesto di responsabilità ha ritenuto opportuno rinunciare alla Commissione Sanità in favore della soluzione di un problema politico che abbiamo su Roma».

Ma Pasquale Ciacciarelli reclama ora la Sanità. «Se le cose stanno così come mi sono state rappresentate, la Commissione Sanità non gli spettava. Era del terzo degli eletti, Pino Simeone. Ciacciarelli non può reclamare una cosa che è competenza di un altro. A lui tocca l’altra Commissione e quella avrà».

Giura che non sapeva nulla. E che lunedì vedrà di trovare una soluzione. Soprattutto mette in chiaro una cosa: «Non c’è nessuna guerra tra me e Antonio Tajani, ma chi le mette in giro queste cose? Io, piuttosto che fare una guerra politica al mio fratello Antonio Tajani piuttosto rinuncio a fare politica».

 

 

fonte: alessioporcu.it

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