#Viterbo2018 – Balestra (Lega): “La esperienza e professionalità al servizio della città”

“Sono il candidato più anziano e dalla vita ho avuto tanto. Adesso voglio dare il mio contributo per il bene dei viterbesi”

VITERBO – Abbiamo incontrato Andrea Stefano Marini Balestra, avvocato dal 1969, magistrato onorario sin dal 1989, cessato per limiti di età da giudice di Pace di Viterbo e Ronciglione, è oggi ancora uno sportivo in piena attività agonistica nello Sport velico. Dirigente sportivo, già presidente del Circeo Yacht Vela Club, consigliere allo Sport del Reale Circolo Tevere Remo,  Presidente e comm. della sezione “Lago di Bolsena” della Lega Navale Italiana e capoufficio del settore legale. Attuale  vice governatore di area del Panathlon Club International.

Partecipa alla tenzone elettorale di Viterbo nella Lista Lega Salvini Lazio.

Ha un primato: è il più anziano in lista Lega (anno nascita 1945) e probabilmente anche di tutte le altre.

Da sempre nel mondo della Destra, sin dai giovanili della Giovane Italia al liceo, poi Caravella all’Università di Roma, passando per il Movimento sociale Italiano ed Alleanza Nazionale. Durante il servizio come magistrato ha interrotto l’attività pubblica politica, subito però ripresa dopo la cessazione dell’incarico nel 2016.

Avvocato Marini Balestra perché ha deciso di scendere in campo ?

Ringraziando il Signore ad onta dell’anagrafe ho grinta e capacità quali quelle che avevo trent’anni fa. Per il mio impegno in tutte le attività che ho svolto e che intendo svolgere,  l’energia è quella di un quarantenne. Anzi, oggi, libero da impegni di lavoro, posso dedicarmi alla cura della “cosa pubblica” con impegno diuturno e totale.
Mi si lasci solo una giornata a settimana per andare in barca a vela ! In troppi  si dedicano alla politica motivati da esigenze“personali”anziché “pubbliche”.  Io ormai la mia “carriera” l’ho fatta, non ambisco a nulla che non sia il servizio per posso rendere ai cittadini, mettendo a disposizione l’esperienza di una vita che è passata attraverso l’imprenditoria agricola, l’esercizio dell’avvocatura e la splendida esperienza di oltre 25 anni di magistratura onoraria (da giudice conciliatore ad giudice aggregato di tribunale, poi giudice di pace). La  vita mi ha inoltre dato un felice matrimonio che dura da 46 anni e  una discendenza di eccellenza (un figlio chirurgo e l’altro capace avvocato amministrativista).

Allora  si dichiara un valore aggiunto per la Città di Viterbo ?

Certamente senza iattanza, In passato questa Città è stata amministrata da miei parenti. Erano anni lontani, del primo dopoguerra, della ricostruzione. Loro ricostruirono Viterbo dalle macerie della guerra e posero la basi della Viterbo che ci piace: Viterbo Città di cultura.

La costituzione di un’Università in città, comunque affianco di “università” militari, rappresenta l’”hardcore” culturale della Città di Viterbo. Ormai la globalizzazione ha portato via l’industria, il commercio è minacciato dal web commerce ed altre attività economiche (mi riferisco all’agricoltura) cadono sotto i colpi delle nuove realtà economiche mondiali, la cultura, però sopravvive, anzi gode di un rinnovato interesse a tutti i livelli.

Nella nazione, proprio per il grado di scolarizzazione della popolazione, la necessità culturale si è espansa e l’offerta non è ancora all’altezza del servizio richiesto.
Ecco che Viterbo ha tutte le carte per proporsi Città internazionale di cultura.

Qualora possa sedere in Sala d’Ercole, porterò programmi concreti perché a Viterbo si sviluppi il turismo a tutti i livelli, soprattutto internazionali per l’esistenza di una cultura medioevale da tutti riconosciuta unica.

Poi lo sport. Viterbo ha possibilità per la sua vicinanza alla Capitale di ospitare eventi anche internazionali, però la carenza di strutture al contrario della vicina città di Rieti, non lo consente. Necessita un nuovo stadio anche per ospitare un’auspicabile promozione della Viterbese calcio in serie B, un nuovo palazzetto dello Sport ed un campo di atletica in grado di poter tentare primati.
La mia visione, non credo utopistica, ma realizzabile nell’arco della Consigliatura, va pertanto oltre il “particulare” cittadino che neppure va trascurato (anzi !).

Nei primi cento giorni, cosa vorrebbe proporre ?

Una task force che possa mediante la competenza professionale di esperti di comunicazione internazionale mettere in evidenza la Città mediante spot radiotelevisi (vedi quello di Regione Marche), avvicinare le produzioni cinematografiche perché scelgano location a Viterbo, agenzie di organizzazione eventi perché a Viterbo si sviluppino eventi congressuali di ogni tipo, poi ci rivolgeremo ai grandi gruppi crocieristici che fanno scalo a Civitavecchia (circa 4000 passeggeri al giorno) per portare i loro viaggiatori nella Tuscia (oggi di fermano solo a Bracciano e Tarquinia), ignorando Viterbo.

Un altro problema da risolvere è quello del completamento della Superstrada sino all’Aurelia che rappresenta un’altra comoda penetrazione per Roma/ovest ed Aeroporto, quindi avvicina Viterbo alla capitale. Battere, insistere, sino forse alla protesta materiale perché il governo nazionale imponga a chi non “ama” la struttura di poterla completare.

Perché Lei uomo moderato di destra ha scelto la Lega ?

La Lega è un grande partito nazionalpopolare, quello che fu nei primi decenni del dopoguerra la Democrazia Cristiana, poi Forza Italia. E’ un partito classificato di destra estrema, ma non lo è. Viene cosi descritto dagli avversari per denigrarla, quando della sua azione politica sono invidiosi. Salvini parla al cuore degli italiani. Protegge il made in Italy, le nostre tradizioni popolari, nazionali e religiose. Si oppone alla globalizzazione della cultura. Cosa di meglio ! Non è vero che la Lega vuol imporre dazi per danneggiare i mercati internazionali, vuole solo che altri non li mettano ai nostri prodotti, quando non embargo. Un sano “Italy first”. In definitiva la Lega rappresenta i desiderata del popolo italiano, forse un po’ meno quelli della finanza e del mondo bancario, ma la maggioranza non è delle banche, è solo del popolo.

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