Porto – Ricorso al TAR degli armatori sull’aumento delle tariffe. Altro passo verso la grande fuga

Il presidente Francesco Maria Di Majo continua nella sistematica demolizione politica del Porto di Roma mentre il suo braccio destro Magrì porta a spasso Savarese

CIVITAVECCHIA – Gli armatori dicono no all’aumento delle tariffe imposto dal management di Molo Vespucci e dal suo impopolare presidente Francesco Maria Di Majo.

L’inaugurazione del nuovo terminal realizzato dalla Roma Cruise Terminal rischia, nel corso dei prossimi anni, di ricevere meno crocieristi di quelli che può potenzialmente contenere.

Tutto questo a causa della decisione di aumentare le tariffe che pero, Msc, Costa Crociere, Royal Caribbean e la terminalista Roma Cruise Terminal che li rappresenta in sede locale, vogliono pagare il meno possibile per stazionare nello scalo locale.

Del resto, senza di loro, Civitavecchia tornerebbe ad essere quella bagnarola che era vent’anni fa.

Per questo hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera adottata lo scorso novembre dall’Autorità Portuale che sanciva un aumento della tassa a carico dei crocieristi a partire dal prossimo mese di giugno. L’anticipazione arriva dalla rivista specializzata Ship2Shore, che parla di momento non facile nei rapporti tra Molo Vespucci e i colossi del traffico crocieristico.

Dall’inizio del nuovo mese, infatti, la tassa di 4,35 euro per ogni crocierista in transito e quella di 3,35 euro per ogni passeggero sbarcato, imbarcato o transitante da Civitavecchia, sarà aumentata di 0,80 euro se la banchina dove è ormeggiata la nave è in concessione e di 0,70 euro se non lo è.

Dal 1 gennaio del prossimo anno, poi, per ogni crocierista le compagnie dovranno versare ulteriori 1,60 euro se la banchina utilizzata è soggetta a concessione, mentre se la banchina non è in concessione la compagnia dovrà pagare 6,04 euro in caso di crocierista in transito e 5,04 euro in caso di crocierista in fase di imbarco o sbarco.

Una serie di aumenti che non sono piaciuti alle grandi compagnie armatoriali del settore, le quali, nonostante abbiano chiuso i bilanci in attivo hanno deciso di rivolgersi al Tar.

Tutto questo mentre Livorno e Napoli stanno cercando di creare agevolazioni per strappare approdi proprio a Civitavecchia. Proprio Napoli, grazie all’alta velocità che collega Roma molto più velocemente di Civitavecchia potrebbe ritrovarsi favorita da questa situazione che andrebbe a penalizzare Molo Vespucci già in debito d’ossigeno anche sul versante merci.

Intanto, continua a girare, per nome e conto del presidente Di Majo, il solito Ivan Magrì che avrebbe fatto incontrare (si dice nei pressi della Regione LazioSavarese  con il delegato al comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

Motivo?

Si fanno tante ipotesi. Nel frattempo il sindaco di Civitavecchia ancora non ha provveduto a sostituire, nel comitato di gestione, il delegato Francesco Fortunato, decaduto al momento dell’emendamento sulla Riforma dei Porti entrato in vigore il mese scorso.

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