Terme Taurine, Fausto Sensi punta su Civitavecchia

L’imprenditore viterbese conferma la volontà di contribuire al rilancio del settore abbandonato da decenni. Il progetto riparte dal Casale dei Bagni, acquistato all’asta, e guarda anche al sito archeologico delle Terme di Traiano

CIVITAVECCHIA – “L’interesse c’è, eccome”. Il patron delle Terme dei Papi di Viterbo, Fausto Sensi, sta lavorando per far rifiorire anche a Civitavecchia – dopo i tentativi andati a vuoti nel corso dei decenni – il termalismo. 

E lo sta facendo dopo aver acquisito all’asta (con curatore fallimentare di questa parte del procedimento relativo alle Terme Taurine il professor Adolfo di Majo il quale nominò custode giudiziario Ivan Magrì ndr) il terreno che era di proprietà della Matrofini, quello dove si trova il Casale dei Bagni per circa 800mila euro, abbandonato ormai da anni. 

“Bisogna procedere un passo alla volta – conferma Sensi, sottolineando l’attenzione nei confronti di una ricchezza che Civitavecchia finora non è riuscita a sfruttare – attraverso fasi consequenziali in grado di far raggiungere al meglio l’obiettivo”. 

Proprio in queste settimane si stanno perfezionando gli atti tra Regione e Comune per l’avvio del procedimento inerente il permesso di ricerca di acqua termominerale per le future “Terme Imperiali”, questa per ora la denominazione indicata. 

«Una ricerca d’acqua – ha aggiunto Sensi – da effettuarsi senza creare problemi alle aree circostanti, in particolare alle terme già esistenti della Ficoncella». 

Perché il numero uno del termalismo locale è convinto che solo con una sinergia sul territorio è possibile vincere questa sfida. 

«Il fatto che i terreni si trovino accanto alle terme di Traiano, un sito storico ed archeologico importantissimo – ha spiegato – ha fatto sì che il nostro interesse fosse ancora maggiore; rilanciando il settore termale, infatti, si può rivitalizzare il sito rendendo l’area, insieme alla Ficoncella assolutamente da salvaguardare, un punto ineguagliabile sul territorio. Quello che vogliamo fare, infatti, è aggiungere qualcosa di migliorativo all’esistente: e lo possiamo fare proprio in virtù di una location unica a cui dare la corretta valorizzazione e creando le giuste sinergie». 

Se da un lato la società è quindi in procinto di procedere con le verifiche sulla qualità e quantità dell’acqua termominerale a disposizione, dall’altro i tecnici sono al lavoro per redigere un progetto armonico e dettagliato da presentare all’amministrazione comunale. 

Nel frattempo rimane in ballo anche la gestione futura del sito archeologico delle Terme Taurine, con Soprintendenza e Comune che vogliono estromettere la Pro Loco e ricorrere ad una procedura di evidenza pubblica. 

Un nodo tutto da sciogliere, ancora, con il ricorso al Tar presentato dalla Pro Loco. 

E con i destini dei due siti che potrebbero incontrarsi.

 

 

fonte: civonline.it

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