Incendio Notre Dame – La viterbese Valentina Berneschi, storica dell’arte: “Non esistono opere di serie A e opere di serie B. Questo è un patrimonio andato perduto”

 

Viterbo – Abbiamo incontrato Valentina Berneschi, direttrice del Museo Sangallo il giovane di Montefiascone, storica dell’arte e guida turistica, per sentire il suo parere in merito a quanto accaduto alla cattedrale francese.

“Da ieri su web, radio, giornali e tv si susseguono considerazioni, da parte di critici, volte a sminuire l’incendio divampato nella cattedrale di Notre – Dame. La cattedrale parigina, simbolo della Cristianità, punto di riferimento per laici, religiosi, credenti e non, è andata distrutta, poco importa se le fiamme abbiano arrecato danni ad alcune parti ristrutturate nell’Ottocento, sono parti che non ammireremo più. Non è possibile in ambito storico-artistico affermare che esista un passato più remoto e dunque più importante da salvaguardare, di un altro più recente di cui giustificare la perdita. La conservazione riguarda la totalità del patrimonio artistico, non esistono opere di “serie A” ed opere di “serie B”: l’impegno nella tutela e nella valorizzazione deve essere rivolto ai beni culturali nel loro insieme. In storia dell’arte il principio per il quale un’opera è degna di valorizzazione e menzione, solo se “incarna l’ideale del bello e del buono”, è ormai superato”.

Ma  tecnici ed esperti hanno rassicurato in merito alla ricostruzione…

“Non è rassicurante né tanto meno significativo e sufficiente, in risposta e come soluzione al problema, parlare di ricostruzione dell’edificio, anche se l’unica strada percorribile. Una ricostruzione non identificherà mai l’edificio originale, né tanto meno potrà restituircelo, ed è irrilevante che l’architetto Viollet-le-Duc ricostruì e rimodellò nel XIX secolo quell’edificio in stile medievale, per noi oggi, hanno un imprescindibile valore storico anche i suoi interventi.

Detto ciò, è necessario andare avanti, non fermare tutela, studi e ricerche su quanto rimane, per tramandare ciò che si è salvato e trasmettere immagini, fonti e documenti di quanto ormai non c’è più, consapevoli dell’enorme perdita, realtà di fronte alla quale è inutile e fuorviante sminuire e sdrammatizzare.

Lei è sempre a contatto con turisti e visitatori, se dovesse mandargli un messaggio, dopo quanto accaduto, cosa direbbe?

Un auspicio per turisti e cittadini di ogni paese e nazionalità: il patrimonio naturalistico, storico, architettonico, archeologico e demoetnoatropologico è vasto e prezioso in ogni luogo, approfittiamo per considerarlo, ammirarlo ed apprezzarlo più spesso, non solo in caso di perdite o devastazioni.

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