Civitavecchia – Neonato morto al San Paolo: eseguita l’autopsia

Novanta giorni per depositare i risultati della perizia. Proseguono le indagini da parte dei carabinieri: nove gli indagati. Decesso dovuto ad un problema polomonare legato al parto

CIVITAVECCHIA – C’è stato un errore? Si poteva evitare la morte del neonato, a sole due ore e venti minuti dal parto? C’è una qualche responsabilità? O si è trattato esclusivamente di una tragica fatalità?

Sono queste le domande a cui dovrà dare una risposta chiara e definita la consulenza del medico legale, il dottor Stefano D’Errigo, il quale nel pomeriggio di ieri al Verano ha eseguito l’autopsia sul corpicino del neonato morto martedì all’ospedale San Paolo.

Nove i sanitari che il sostituto procuratore Roberto Savelli ha iscritto, come atto dovuto, nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo. Insieme al consulente tecnico della Procura, erano presenti all’esame anche i consulenti nominati dalle difese di alcuni dei nove indagati – in particolare i periti Guido Maria De Mari e Laura Ligi per due pediatri coinvolti – ed i medici Antonio Oliva e Vincenzo Arena, a cui si è affidata la famiglia. I genitori del neonato stanno seguendo passo passo tutte le fasi iniziali delle indagini, tanto da essere presenti anche al Verano, nonostante il forte dolore che li ha sconvolti.

«Vogliamo conoscere la verità – ha spiegato l’avvocato Davide Capitani che li assiste – capire cosa effettivamente accaduto in quelle poche ore».

Già dall’esame eseguito ieri si potranno avere delle prime risposte e capire se vi siano stati dei problemi nel corso del parto, nella fase immediatamente successiva o nell’assistenza neonatale.

«La nascita si è svolta regolarmente per poi osservare, nonostante l’assistenza intensiva – avevano spiegato nell’immediatezza dei fatti il primario di Ginecologia ed ostetricia Alessandro Lena ed il direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle – un deterioramento ingravescente ed irreversibile delle condizioni cliniche del neonato fino al decesso, avvenuto due ore e venti dopo la nascita. Da parte del personale ostetrico, anestesiologico e pediatrico, sono state messe in atto tutte le procedure richieste dal difficile caso». 
La consulenza del perito nominato dal sostituto procuratore andrà avanti comunque nelle prossime settimane, con l’analisi dei campioni e lo studio della documentazione. Il dottor D’Errico avrà 90 giorni a disposizione per eseguire la propria consulenza e depositarne le risultanze in Procura. Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri che, coordinati dal dottor Savelli, hanno già acquisito tutta la documentazione medico sanitaria relativa alla mamma e alla sua gravidanza e alle primissime ore di vita del neonato, iniziando anche ad ascoltare testimonianze e versioni di chi era presente in quei momenti. 

IL RISULTATO – Da una prima analisi sembrerebbe che il decesso sia stato dovuto ad un problema polmonare legato al parto, e non ad una patologia di cui era affetto il piccolo. Tra le cause ci potrebbe essere anche la sindrome da aspirazione da meconio. Ora bisogna capire se sia stato fatto tutto il possibile o meno, e se, una volta effettuate tutte le analisi, il problema sarà ascrivibile alla fase pre parto, al parto stesso o alla fase di assistenza neonatale. 

 

fonte: civonline

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