Acquapendente – Sull’appalto dell’illuminazione pubblica c’è puzza di bruciato

Il sindaco Ghinassi dovrebbe spiegare ai cittadini se al Comune lavora il Mago Otelma o un veggente che azzecca contratti settimane prima e li riporta in determina. Poi c’è la storia del babbo dell’ex assessore Crisanti

ACQUAPENDENTE – Una decina di giorni fa, il coordinamento della Lega cittadina aveva mosso delle perplessità circa l’aggiudicazione della gara di affidamento “Efficientamento energetico impianto di pubblica illuminazione dei centri urbani di Acquapendente, Torre Alfina e Trevinano”.

In particolar modo avevano, quelli della Lega, elencato dei punti e chiesto chiarimenti:

1) Perché sono state invitate solo n°4 Ditte e tutte non di Acquapendente?

2) Perché non si è provveduto a fare un primo stralcio di minore importo in modo da consentire la partecipazione di più Ditte e, fra queste, alcune di Acquapendente?

3) Alcuni cittadini ci hanno informato che sul mezzo con cestello elevatore a cambiare le lampade hanno visto operai di una ditta di Acquapendente, è stata data in Subappalto? Perché è stato subito affidato un subappalto (c’era questa autorizzazione)? Prima del termine di 45 giorni dalla data del contratto?

4) Perché la Ditta incaricata del subappalto utilizza gli automezzi di proprietà del Comune?

5) Perché l’inizio dei lavori, ancorché in subappalto, è avvenuto prima della sottoscrizione del contratto (sotto riserva di legge?)

In merito a quella nota del coordinamento Lega Acquapendente, l’Ing. Francesco Paris, Responsabile Ufficio Tecnico Comune di Acquapendente aveva inviato dei chiarimenti e quindi risposto su «Il progetto generale sull’efficientamento energetico dell’impianto di illuminazione del Comune di Acquapendente, redatto dall’Ing. Renzo Benotti, prevedeva una spesa complessiva di  1.000.000 €.

  1. Il D.Lgs 50/2016. all’art. 36, comma 2, lettera b, stabilisce che per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, si procede mediante affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi.

Nel caso in esame invece, a tutela dell’Amministrazione Comunale, si è proceduto non per “affidamento diretto” ma con una vera e propria gara, invitando non 3 ma 4 ditte.

  1. Si fa notare che non si poteva fare uno stralcio minore di 150.000 € in quanto i benefici ottenuti non sarebbero stati in grado di garantire il pagamento dei mutui con cassa depositi e prestiti.
  2. Si precisa che in data 23/12/2019 la ditta appaltatrice ha fatto richiesta di subappalto a favore di una ditta di Acquapendente al fine di velocizzare le dette operazioni di efficientamento; subappalto che è stato regolarmente autorizzato con Determinazione n. 1350/2019 del 31/12/2019. Il subappalto è stato autorizzato subito per quanto detto prima, ossia per fare in modo che i risparmi nel consumo di energia elettrica fossero immediati.
  3. Con richiesta in data 30/12/2019 la ditta Crisanti S.n.c. di Acquapendente ha chiesto di poter utilizzare il cestello comunale per due motivi: il primo perché il loro non era idoneo in quanto di dimensioni troppo grandi per alcune vie urbane di Acquapendente;  il secondo perché permetteva tempi di posizionamento estremamente più rapidi rispetto al loro e ciò era fondamentale per la rapidità di esecuzione dell’intervento. Resta inteso che a completamento dell’intervento la ditta Crisanti S.n.c. dovrà corrispondere al Comune di Acquapendente un compenso per l’utilizzo del cestello comunale da valutare in base al tempo effettivamente utilizzato.
  4. Si precisa che la consegna dei lavori è stata effettuata immediatamente prima della stipula del contratto, sotto riserva di legge, per quanto più volte detto sopra ossia per ottenere risparmi immediati.

Nel bel mezzo di questo botta e risposta sono arrivate le dimissioni dell’assessore Riccardo Crisanti che nella lettera di commiato scriveva, ad un certo punto:

È con profondo rammarico ma con piena convinzione che ho preso questa decisione, determinata dai crescenti impegni professionali e familiari che non mi consentono più di svolgere in modo adeguato la funzione di Assessore, anche in relazione all’impegnativo programma politico previsto per le materie a me delegate.

Nel leggere i quesiti e, subito dopo le risposte esplicative notiamo un’analisi storica per far giustificare l’immensità di un progetto così imponente ridottosi poi del 90%.

I chiarimenti forniti, invece di dissolvere le nubi, le hanno ulteriormente addensare.

Riteniamo che ci siano molte contraddizioni, soprattutto nelle date.

Difficile capire come sia possibile che, una ditta che partecipa ad una gara di illuminazione nel centro storico, non abbia un mezzo adeguato per svolgere i lavori!

Perché il subappalto è stato autorizzato con determina 1350 del 31/12/2019 quando invece la ditta appaltatrice, ha fatto (il 30/12/2019) del cestello praticamente un giorno prima di avergli affidato il subappalto?

Come ha fatto l’Amministrazione comunale, con det. 1350 del 31/12/2019, ad autorizzare il subappalto visto che con la ditta appaltatrice (SIS.lt S.R.L.) ha stipulato il contratto in data 07/01/2020 (Rif. Det. N° 1350 del 31/12/2019) con la pubblicazione della determina in data 17/01/2020 (cioè solamente dopo le contestazioni dei soliti rivoluzionari leghisti?).

Solo il Mago Otelma poteva scrivere nella determina 1350 del 31/012/2019,  citandolo, il contratto stipulato in data 07/01/2020.

Sempre il Mago Otelma, che deve aver preso posto del dirigente e del distratto sindaco Ghinassi, potrebbe aver scoperto che, la ditta che si è aggiudicata l’appalto, avrebbe concesso i lavori in subappalto al papà dell’ex assessore Crisanti e quindi, per evitare il tintinnio metallico, suggerito immediate dimissioni.

Secondo noi ci sono gli estremi per l’intervento della Procura affinché faccia luce su queste misteriose date, misteriose dimissioni e, soprattutto, misteriose aggiudicazioni e affidamenti.

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