Regione Lazio – Zingaretti ha giustificato la “grande abbuffata” sulle mascherine. Invece di scovare chi illecitamente si è arricchito minaccia querele

“Consegnate, dichiara il Governatore, le prime 800mila mascherine su 7milioni di pezzi”. Tutto a posto quindi. Le accuse del centrodestra sono una bufala, dice lui. Peccato però che questa operazione sia poco chiara, esposto l’ente ad un forte danno erariale nella speranza (per loro) che non venga trovato dell’altro

ROMA – Questa mattina, davanti a questo splendido sole primaverile e probabilmente l’immancabile Spritz con ghiaccio nelle mani, il guarito Nicola Zingaretti è intervenuto finalmente sulla vicenda mascherine. Ha bollato le polemiche dei giorni scorsi come fake news e, come nel suo stile, ha promesso querele per tutti.

Bene. Ho risolto il problema. Tutto a posto gli avranno fatto credere. Invece no. Se ci sarà un’inchiesta lui e gli artefici di questa operazione rischiano molte conseguenze penali e civili se hanno prodotto questo per mera incapacità. Se poi dietro dovessero trovare, come si sospetta dell’altro, allora buona fortuna.

Torniamo alla nota di Zingaretti che nasconde volutamente, per depistare i curiosi, dei particolari che adesso gli ricorderemo. Uno ad uno.

Riteniamo plausibile che ad essere molto preoccupati dell’inevitabile  azione giudiziaria saranno nell’ordine Anna Perna e la sua Eco. Tech. srl; Paolo Balossi e la società anonima Svizzera Ex-Or; il Rup del procedimento nonché direttore generale dell’Agenzia della Protezione Civile Carmelo Tulumello e Nicola Zingaretti che, arrivato il comunicato, non poteva non sapere.

La storia delle mascherine è conosciuta ma la riepiloghiamo velocemente per chi non la ricordasse.

Siamo in piena pandemia all’inizio di marzo. Bisogna agire in fretta. Le vite di medici, infermieri e operatori sanitari sono esposte a gravi rischi. E’ facile ammalarsi e morire. Il bilancio dei morti in corsia tra operatori e pazienti lo conosciamo dai terribili  bollettini giornalieri. Il titolare della Eco. Tech. si presentato autonomamente in Regione Lazio, proponendosi come fornitore in grado di esaudire qualsiasi commessa e ordine legata ai dispositivi DPI (mascherine) del tipo FFP e FFP3 (senza specificarne il modello). Questo particolare ci è stato riferito dal portavoce di Zingaretti, Emanuele Maria Lanfranchi.

Il marito della titolare delle luminarie, Sergio Monzin, quando gli abbiamo chiesto come mai fosse stato così facile per lui arrivare a sottoscrivere un contratto da 35milioni con la Regione Lazio, non ci ha nascosto l’aiuto di qualcuno molto in alto.

Il primo lotto viene dunque pagato. Inizia l’attesa della consegna dei colli. Il ritardo però diventa insostenibile e Carmelo Tulumello decide di rescidendere il contratto e di approvvigionarsi di mascherine, nel frattempo, da un altro fornitore.

Leggete con attenzione cosa hanno scritto sull’atto di revoca firmato da Carmelo Tulumello il 29 marzo alla Eco. Tech.:

CONSIDERATO che la condotta contrattuale della ECO.TECH SRL è chiaramente caratterizzata da totale inaffidabilità, stante l’assoluta incertezza circa i tempi di realizzazione della fornitura;

RILEVATO altresì che la ECO.TECH SRL, soprattutto in un contesto emergenziale caratterizzato da un pericolo grave per la salute pubblica, in spregio delle più elementari regole di diligenza, ha omesso di curare l’adempimento della propria obbligazione, non riuscendo a fornire elementi di alcun tipo che consentissero a questa Agenzia di assolvere al proprio onere di pianificazione e programmazione degli interventi emergenziali;

CONSIDERATO, inoltre, che la condotta della ECO.TECH SRL ha costretto questa Agenzia a reperire sul mercato prodotti analoghi per sopperire all’urgente necessità di disporre di tali beni in conseguenza dell’inadempimento;

Se poi siete curiosi leggetevi l’atto completo:

 

Determinazione n. G03089 del 20.03.2020, relativo all’affidamento alla Ditta ECO.TECH. SRL della fornitura.pdf.pdf

 

Quindi, revocato il contratto ed acquistate le mascherine da un altro fornitore, nel mettere in ordine le carte, Carmelo Tulumello si è accorto o gli è stato fatto notare, un piccolissimo particolare.

I soldi usciti dalle casse della Regione Lazio e finiti sul conto corrente della Eco.Tech. non erano coperti da alcun tipo di garanzia. Erano andati perduti. Niente mascherine e niente soldi se non dopo un contenzioso inutile quanto improbabile con la titolare del negozio di lampadine.

Il danno è grande. Impressionante. Bisogna trovare il modo di correre ai ripari. Qualcuno rischia di brutto. Nella fretta di evadere il primo ordine si sono dimenticati di vincolare gli 11milioni e 300mila euro con l’avvenuta consegna del prodotto. Non vincoli e né fidejussioni a supporto. Pluff! Con la revoca e in solo colpo, sparite mascherine e quattrini.

Dopo il danno la beffa. Occorre rimediare, mediare e trovare il modo di rimangiarsi le parole offensive scritte sull’atto di revoca da Carmelo Tulumello.

Ci riescono. Accolgono e fanno salve tutte le giustificazioni presentate da Eco. Tech. ed Ex-Or e riattivano i contratti alle stesse identiche condizioni.

Al di là di chi dovrà giudicare questi passaggi amministrativi contabili è alquanto strano che nessuno abbia rinegoziato il primo prezzo pattuito quando oggi, finita quell’emergenza, si è calmierato e abbassato di oltre la metà.

No. Non sono nelle condizioni di trattare e di far risparmiare una cifra vicina ai 14milioni di euro alla Regione Lazio. Meglio mettere a tacere tutto e bollare come bufale le proteste del centrodestra. Oggi quei prodotti di cui si vanta Zingaretti sono costati alla Regione Lazio 3.60 euro cad. Mod. FFP2 e 3.90 euro cad. quelle FFP3. Non hanno volutamente risparmiato una cifra imponente che farà godere di certo gli artefici di questa brillante abbuffata.

Eppure l’elenco dei fornitori certificati dove era facile reperire i materiali a prezzi decisamente più vantaggiosi e con un risparmio finale per l’ente di circa 14 milioni di euro sui 35 previsti è disponibile online:

 

def elenco fornitori 9.4

 

Niente da fare, nonostante la consapevolezza di pagare un prezzo decisamente più alto in danno dell’ente, è stato deciso di riconfermare l’ordine a quelle stesse esose condizioni.

Se poi Zingaretti oltre a farci sapere il nome del personaggio influente che ha introdotto la Eco. Tech. in Regione, ci spiega come abbia fatto, una società con 10mila euro di capitale sociale; un dipendente, un magazziniere e con fatturato inferiore a quello di un idraulico, sia riuscita a farsi rilasciare una polizza assicurativa a copertura della caparra, di oltre 11 milioni.

Tra uno Spritz e una minaccia di querela a destra e manca, Eco. Tech. si guarda bene dal rendere pubblici i carteggi. A pensar male spesso si indovina e qui qualcuno è diventato ricco, molto ricco.

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