Umbria – Lega, Caparvi e Coletto: “Qualcuno aveva scommesso sul fallimento dell’Umbria, per contrastare il virus abbiamo agito d’anticipo”

PERUGIA – Il deputato Virginio Caparvi e l’assessore alla sanità Luca Coletto, commentano positivamente l’analisi della fondazione Gimbe che ha posto in evidenza la validità a livello nazionale delle misure di contenimento del contagio da coronavirus adottate dall’Umbria.
Qualcuno aveva scommesso sul fallimento dell’Umbria per un proprio tornaconto politico, invece le cose sono andate diversamente e oggi la nostra regione viene indicata come l’unica in Italia già in grado di affrontare la fase 2dichiara Virginio CaparviIn queste settimane alcuni esponenti del PD hanno rivolto false accuse contro le strategie di gestione dell’emergenza sanitaria messe in campo dall’assessore Coletto e dalla task force regionale, arrivando a fare becera strumentalizzazione e a intestarsi meriti mai avuti. Dopo lo scandalo Concorsopoli mi sarei aspettato un atteggiamento più collaborativo della sinistra anche per rispetto del voto degli umbri alle ultime elezioni regionali, invece non posso che constatare come l’atteggiamento borioso e arrogante di certi soggetti non sia per nulla cambiato rispetto al passato”.

Da parte sua, l’assessore alla sanità Luca Coletto evidenzia alcune delle iniziative messe in campo per contrastare la pandemia: “L’Umbria è partita in anticipo rispetto alle direttive del governo, mettendo in sicurezza il personale medico-sanitario e le forze dell’ordine, attivando subito la “caccia” ai DPI e facendo tamponi di massa allo scopo di perimetrare l’infezione e agire in maniera efficace. Siamo stati tra i primi a blindare gli ingressi dall’esterno nelle RSA pubbliche e private prima che il virus si diffondesse e a provvedere a tamponare gli operatori. Lo stesso metodo di controllo e prevenzione lo abbiamo utilizzato nelle carceri con la polizia penitenziaria e i reclusi. Fondamentale l’applicazione di corrette direttive scientifiche di prevenzione e l’esser riusciti a strutturare l’assistenza sanitaria evitando di intasare gli ospedali. La cosiddetta fase 2 – continua Colettorappresenta un passaggio intermedio. Fino ad oggi abbiamo fatto un lavoro di contenimento del contagio e di cura dei pazienti, adesso dobbiamo essere propositivi e progettare il futuro. Va elaborato un progetto definito, affinché i lavoratori vengano tamponati ed esaminati periodicamente fino alla totale estinzione del virus o alla somministrazione del vaccino. Gli stili di vita dovranno cambiare e per un certo periodo si dovrà continuare a usare guanti, mascherine e a rispettare distanze di sicurezza”.

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