Viterbo – Caos “Buoni Spesa”, alcuni esercizi vogliono il 70% della somma in denaro contante

VITERBO – Buoni spesa. Dovevano essere una fonte d’aiuto per le famiglie in difficoltà economica derivata dall’emergenza Coronavirus, una piccola fonte di sostentamento per chi non ha quasi niente, invece, se non si hanno soldi liquidi non si possono utilizzare.

E’ la signora Gisella che ci comunica in lacrime, che dopo avere fatto un’ora di fila al supermercato Sigma del quartiere Pilastro, si è sentita dire che metà della spesa doveva pagarla in contanti, “Non avevo soldi con me, cosa averi dovuto fare? me ne sono andata. Ma questa cosa è scandalosa, non si possono umiliare così le persone!“, altre testimonianze parlano anche di Supermercati che a fronte di 15 euro di spesa ritirano un solo buono da cinque euro pretendendo il resto cash.

Non potevamo non interpellare l’assessore ai servizi sociali Antonella Sberna, per avere chiarimenti sullo spiacevole accadimento.
“E’ una scelta autonoma dell’esercizio – afferma Sberna – noi parliamo con le due società d’intermediazione (Edenred e Day Welfare n.d.r)   già selezionate da anni, che ci forniscono la lista degli esercizi convenzionati e i buoni spendibili, che poi loro rimborseranno agli esercizi.

Da anni utilizziamo i buoni di queste società e non ci sono mai stati problemi. Bisogna vedere i vincoli stabiliti tra le due società e le attività commerciali che hanno aderito (Quanto costa al negoziante partecipare a questa iniziativa? ndr)  e comunque sono gli esercenti che dovrebbero esporre fuori alle attività le condizioni che applicano”.

Certo che però il Comune potrebbe vigilare su una questione tanto delicata, stiamo parlando di cibo, fonte primaria di sussistenza ….

“Le ripeto che non spetta a noi, il nostro auspicio è che gli esercizi commerciali prendano il 100 per cento del valore del buono, e loro sanno che devono prendere l’importo totale. Abbiamo già provveduto a segnalare l’accaduto alle società. Per il futuro ci stiamo organizzando anche con l’assessora allo Sviluppo Economico Alessia Mancini  per istituire convenzioni dirette tra Comune e esercizi commerciali, bypassando qualsiasi intermediazione”.

Intanto, in questo momento d’emergenza, vuoi per colpa delle società che emettono buoni, o meglio  “transazioni di fiducia”, come li definisce la Edenred sul suo portale, vuoi per colpa dei negozianti, che sembra facciano come gli pare, vuoi per colpa del Comune,  che secondo il nostro modesto parere avrebbe dovuto sapere quanto e come sono spendibili i buoni, a rimetterci sono sempre gli ultimi.

 

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