Civitavecchia – Crisi del porto: la commissione attività portuali scrive alle istituzioni

CIVITAVECCHIA – Una lettera indirizzata a tutti coloro che possono fare qualcosa per risollevare le sorti del porto, nessuno escluso. Riprendendo la proposta del “Decreto Civitavecchia” avanzata dal vicesindaco Massimiliano Grasso già da qualche settimana e sottoponendo il problema all’attenzione delle istituzioni.

Perché occorre fare qualcosa. E a breve. La Commissione attività portuali, presieduta dal consigliere comunale Daniele Perello, con il sostegno fondamentale anche dell’opposizione, ha elaborato un ricco documento in circa 15 giorni, per alzare il livello di discussione.

“Può sembrare superfluo sottolineare – si legge – che una commissione consiliare non può avere la chiave totale della risoluzione dei problemi posti sul tappeto o l’autorità di poter decidere la scelta di un percorso piuttosto che di un altro. Tuttavia il nostro ruolo di cosniglieri comunali, ma ancora più il drammatico momento che stiamo attraversando, ci spingono a chiedere agli autorevoli destinatari di questa lettera, di istituire urgentemente un tavolo di crisi per il rilancio dello scalo a cui poter afferire con le nostre proposte”.  

La Commissione ha chiesto al sindaco Tedesco di interfacciarsi con il presidente dell’Authority Di Majo e riconvocare un consiglio comunale, con la necessaria presenza del presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo, che dovrà illustrare le misure dell’ente per fronteggiare l’emergenza. Documento inviato anche a Roma Cruise Terminal per attivare un tavolo utile al rilancio economico, turistico e territoriale. Alle stesse compagnie di armatori viene chiesto il coinvolgimento delle ditte ed imprese locali regolarmente iscritte a svolgere servizi portuali per la gestione dei lavori di manutenzione delle navi ferme in porto. Coinvolti poi i consiglieri regionali del territorio, affinché si facciano portavoce presso l’assessore regionale allo sviluppo economico e i parlamentari, per coinvolgere il Ministro dei Trasporti De Micheli, in modo da aprire un tavolo di crisi e ragionare su un decreto “salva porti”. Chiedendo anche un tavolo con super manager, esperti del settore, per l’ideazione di 20 grandi progetti da dividere nei porti italiani.

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