27 Luglio 2026

Guerra delle sedie. “Civitavecchia C’è” ha dichiarato guerra, sbagliando, all’estate del Ghetto

Gli associati dello storico circolo di sinistra e “resistenza” autori di continui dispetti ai locali vicini CIVITAVECCHIA - “Civitavecchia C’è” è un circolo storico del ghetto, nel cuore notoriamente depresso della Città di Traiano. Da un paio d’anni a questa parte folli imprenditori hanno deciso di investirci e dare vita ad una Trastevere di piccole…
10 Luglio 2020

Gli associati dello storico circolo di sinistra e “resistenza” autori di continui dispetti ai locali vicini

CIVITAVECCHIA – “Civitavecchia C’è” è un circolo storico del ghetto, nel cuore notoriamente depresso della Città di Traiano.

Da un paio d’anni a questa parte folli imprenditori hanno deciso di investirci e dare vita ad una Trastevere di piccole dimensioni.

In effetti, con la concentrazione di esercizi e la totale assenza di auto, il Ghetto ha preso vita ed è cresciuto in modo esponenziale.

Parlare di movida è esagerato ma, raggiungere questo traguardo, sarebbe il massimo per l’economia disastrata del territorio, fonte certa di lavoro e guadagni.

Non tutto è bello come appare o le cose facili così come possono sembrare.

Da tempo c’è una “guerra” sulle sedie e sugli spazi occupati da parte del circolo territoriale “Civitavecchia C’è”. A quest’ultimo va riconosciuto l’impegno per l’ambiente e la tutela della salute dei cittadini civitavecchiesi. Questa volta, però, dissentiamo con la loro battaglia, contro la “vita” di questo quartiere.

Ce l’hanno a morte con l’attività adiacente che, usufruendo delle opportunità offerte nel decreto rilancio anti Covid, ha potuto estendere il numero di tavoli da posizionare fuori dal locale. Tutto in regola.

In tutta risposta, gli associati, per abitudine ma anche per dispetto, hanno iniziato a sedersi sempre più in mezzo alla strada, già ridotta ad una mulattiera, ed impedire il passaggio fisico di chiunque.

Uno scontro che va avanti da settimane ma che deve finire. È inaccettabile poter pensare ad un’attività, che ha investito soldi, assunto decine di persone, costretta a doversi scontrare quotidianamente con arzilli vecchietti ultra settantenni, pensionati, che non pagano l’occupazione del suolo pubblico ma ne rivendicano un improbabile usucapione.

Il Ghetto è un patrimonio dell’intera città e non di manipoli di baloccari, facinorosi ubriaconi o drogati da strapazzo in preda a isterici schiamazzi o risse da Mma.

Dar vita a questo luogo è dare speranza ad una città che, perdendo i crocieristi, è allo stremo delle forze economiche e a qualcosa ha bisogno di aggrapparsi per non morire.

Se “Civitavecchia C’è” lo dimostri con intelligenza e compromessi. Le guerre non servono a nessuno, soprattutto a chi, vivendo di pensione, rischia multe salatissime per futili e rivedibili motivi.

 

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