Sutri – Ordinanza mascherine, Sgarbi scrive ai prefetti

“La mia è la giusta interpretazione dei decreti, non proibisco nulla a nessuno” dichiara il primo cittadino

SUTRI – Il sindaco di Sutri, Vittorio Sgarbi, non arretra, anzi scrive e telefona ai prefetti di Roma e Viterbo per esporgli la sua ordinanza, che ancora non è stata pubblicata, e confrontarsi con loro.
Disposizione che  vieterebbe l’uso della mascherina all’aperto per ragioni di salute e al chiuso, salvo che in caso di assembramento. Sgarbi aveva deciso che “chi sarà visto portare la mascherina sarà multato in ordine alla legge 533/1977 in materia di ordine pubblico che all’articolo 2 prevede che non ci si possa mascherare in volto”.
L’ordinanza era solo un avviso di ordinanza che è diventata una notizia giornalistica piuttosto stimolante” Ha dichiarato ieri al canale social talkCity .
Oggi ho fatto un testo definitivo molto argomentato e lo ho mandato in visione al capo di gabinetto del Ministero dell’Interno e al prefetto di Viterbo, con cui ho parlato telefonicamente. Faccio riferimento a due provvedimenti attuali e quindi non impugnabili, il Dpcm del 4 marzo 2020 che comporta in una precisa indicazione “l’uso della mascherina solo se una persona sa o crede di essere malata e solo se si avvicina a malati” , in quello del 16 agosto si indica che sono “obbligatorie dalle 18 alle 6 solo in prossimità di luoghi molto affollati”.
L’ eccesso di uso che se ne fa oggi contraddice il provvedimento del 2005 emesso a seguito degli attentati di New York dove, si dice che nessuno può andare con il volto coperto, provvedimento mai revocato”.
L’ ennesima provocazione sgarbiana, che in queste ore prenderà una forma definitiva: restare tale o diventare operativa.

Ho solo dato istruzioni per un uso corretto, non fanatico, della mascherina. L’ ordinanza dice di non portarla quando si cammina per strada da soli o con la moglie e quando si sta in condizioni di non assembramento. La mia è solo la giusta interpretazione dei decreti. Un richiamo alla ragione e al libero pensiero, cioè al pensiero libero da pregiudizi. Non ho nulla da proibire a nessuno, ma non voglio che si via nell’allarmismo.
La minaccia di multa a chi porta la mascherina per strada è solo un paradosso”.

b.f.

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