Csm di nuovo nella bufera per Palamara. Si è dimesso il viterbese Marco Mancinetti, toga rossa di Unicost

È il sesto consigliere costretto a lasciare il plenum di palazzo dei Marescialli. Il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi gli ha inviato un’incolpazione per i suoi rapporti con l’ex pm Palamara imputato a Perugia

ROMA – Il Csm riapre i battenti con il primo plenum dopo la pausa estiva e subito cade la prima, e o pesante, tegola. Marco Mancinetti (nella foto a sinistra di Palamara e il procuratore di Viterbo Paolo Auriemma), consigliere togato di Unicost, viterbese, ex giudice per le indagini preliminari a piazzale Clodio, annuncia pubblicamente le sue dimissioni.

Il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi ha aperto contro di lui un’azione disciplinare per via delle sue chat con l’ex pm Luca Palamara, imputato a Perugia per corruzione.

L’ex presidente dell’Anm lo chiamava affettuosamente “ciccino”. Già in primavera, con il deposito delle carte, erano stati diffusi i suoi scambi di messaggi da cui risultava che Palamara si sarebbe interessato al figlio di Mancinetti per la sua ammissione con test alla facoltà di medicina dell’università cattolica del Buon Consiglio di Tirana in Albania, convenzionata con quella di Tor Vergata a Roma.

Mancinetti è il sesto consigliere del Csm costretto alle dimissioni. Prima di lui, per l’incontro all’hotel Champagne di Roma con Palamara, e i Pd Luca Lotti e Cosimo Maria Ferri (ora deputato renziano) per influire sulla nomina del procuratore di Roma e spingere per l’attuale Pg di Firenze Viola, erano stati costretti a dimettersi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepri di Magistratura indipendente, Gianluigi Morlini e Luigi Spina di Unicost. Tutti hanno già lasciato l’Anm per evitare di essere espulsi. Tutti sono destinatari di un’azione disciplinare e il processo davanti alla sezione disciplinare dello stesso Csm, partito a luglio, proseguirà la prossima settimana. Come quello di Palamara che riprende martedì.

“Ho ricevuto pochi minuti fa la notifica dell’azione disciplinare nei miei confronti da parte della Procura generale per fatti inerenti alle attività amministrative svolte dalla precedente consiliatura, sulla base delle chat da me intrattenute con Luca Palamara – spiega lo stesso Mancinetti- Pur non essendovi alcun automatismo di legge, ho già rassegnato le mie dimissioni nelle mani del Vice Presidente del Consiglio superiore della Magistratura, per senso istituzionale e per evidenti ragioni di opportunità, nel pieno rispetto delle attività della Procura generale e nella convinzione di poter offrire ogni chiarimento nella sede competente”.

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