Regione Lazio – Debiti fuori bilancio: Zingaretti salvato da Ciacciarelli e Cartaginese (che mantengono il numero legale)

ROMA – Nella seduta di consiglio regionale che si è svolta oggi in modalità telematica la maggioranza di centrosinistra, complice alcune defezioni, non aveva il numero legale necessario per approvare i debiti fuori bilancio.

Si è rischiata, quindi, l’ennesima figuraccia da parte del Presidente della regione nonché Segretario del PD, Nicola Zingaretti. A togliere le castagne dal fuoco, però, garantendo alla maggioranza il numero legale attraverso la presenza, ci hanno pensato due esponenti che purtroppo, sono addirittura in quota Lega e cioè Pasquale Ciacciarelli e Laura Cartaginese.

Nel momento di votare il secondo punto dell’ordine del giorno, riguardante i debiti fuori bilancio della Regione Lazio, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera, ha inoltrato al Presidente Buschini la richiesta di numero legale.

In quel momento alcuni consiglieri di maggioranza erano assenti e quindi il centrosinistra non aveva i numeri necessari per far approvare il delicato atto in discussione.

Senza opposizioni presenti la seduta sarebbe stata obbligatoriamente rinviata.

Mentre i i consiglieri delle opposizioni hanno iniziato ad abbandonare la seduta telematica, incredibilmente Laura Cartaginese e Pasquale Ciacciarelli, e lo sfidante di Zingaretti nelle elezioni del 2018, Stefano Parisi hanno permesso, con la loro presenza, di procedere alle votazione.

Questa mancata votazione poteva rappresentare una importante battuta d’arresto per il Segretario del PD in quanto nell’appello per il numero legale il Movimento 5 Stelle aveva deciso, una volta tanto, di non fare da stampella alla maggioranza.

Inoltre, anche all’interno del centrosinistra, alcuni avevano deciso di disertare la votazione.

Tra questi, e non è una novità, lo stesso Nicola Zingaretti che, probabilmente, aveva altro da fare e non ha trovato il tempo di votare i debiti fuori bilancio a sostegno della Regione che mal governa.

Non si può certo pretendere di più, lui stesso un mese fa aveva dichiarato: “In questi mesi ho onorato un doppio impegno: quello di presidente della Regione Lazio e quello di leader nazionale del Partito Democratico. Oggi avverto il peso e la fatica di un doppio ruolo, soprattutto in un momento di emergenza Covid che richiederà una presenza che dovrà essere costante”.

Nonostante tutto, però, continuando così, Zingaretti potrà continuare a guidare la Regione Lazio in tutta tranquillità anche occupandosi di altro.

Non è la prima volta, infatti, che i due consiglieri regionali in quota Lega (ma eletti nelle liste di Forza Italia) con il loro atteggiamento, abbiano di fatto salvato il Segretario del PD.

Nel febbraio scorso, durante la discussione del collegato di bilancio, la grillina Lombardi in accordo con l’opposizione, aveva chiesto la verifica del numero legale in quanto la maggioranza pagava l’assenza di alcuni consiglieri.

Anche in questo caso il blitz non andò a buon fine grazie al solito soccorso della “leghista” Cartaginese che, invece di uscire dall’aula come avevano fatti i suoi colleghi dell’opposizione, è rimasta in aula garantendo alla maggioranza il numero legale proprio grazie alla sua presenza.

Addirittura anche il segretario consigliere Quadrana è rimasto sorpreso dall’atteggiamento della Cartaginese chiedendo conferma della sua presenza.

Molto più grave, però, è stato l’atteggiamento dei due che, pur dichiarandosi parte del gruppo leghista, il 1 dicembre del 2018, giorno della mozione di sfiducia a Zingaretti permisero al Governatore di riuscire a respingere l’assalto delle opposizioni.

Il segretario nazionale del Partito Democratico, infatti, grazie al voto contrario alla mozione (e favorevole al Segretario PD) di Laura Cartaginese e alla improvvisa assenza di Pasquale Ciacciarelli, impegnato in una importantissima trasferta scozzese, riuscì a salvare la poltrona da Governatore.

In ultimo, ricordiamo che nei prossimi giorni il Consiglio regionale provvederà al rinnovo delle Commissioni Consiliari permanenti e Ciacciarelli è Presidente della Commissione Cultura.

Commissione che, di regola, spetta alla maggioranza.

Forse è arrivato il momento di un intervento (pesante) da parte di Salvini e del coordinatore regionale Claudio Durigon di fare chiarezza e dettare regole precise nel gruppo troppo eterogeneo presente nel consiglio regionale del Lazio.

Il Segretario Nazionale del PD non può continuare a governare indisturbato la regione grazie alle “sviste” e “aiutini” che arrivano da consiglieri regionali che avrebbero l’obbligo morale, per gli elettori della Lega e per il suo leader, Matteo Salvini, un atteggiamento completamente diverso.

NOVECENTO

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