Michael Aaron Pang, l’omicida del commerciante Fedeli, condannato a 25 anni e sei mesi di carcere

VITERBO – Michael Aaron Pang è stato condannato dalla Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo, a 25 anni e sei mesi di reclusione.

Norveo Fedeli

Ricordiamo che secondo l’accusa, dopo un diverbio avrebbe massacrato Fedeli colpendolo alla testa con uno sgabello fino ad ucciderlo. Fedeli fu trovato in una pozza di sangue.

Il giudice Silvia Mattei non ha accolto la richiesta del pubblico ministero Eliana Dolce, che aveva chiesto il massimo della pena.

Il giovane grafico pubblicitario venuto in Italia dal Kansas nei primi mesi del 2019 è stato riconosciuto colpevole di omicidio aggravato in continuazione con il reato di rapina, mentre è caduta l’aggravante della crudeltà e all’imputato sono state riconosciute le attenuanti che erano state negate dalla pubblica accusa.

La procura, che tramite la pm Eliana Dolce aveva chiesto l’ergastolo  – così come la difesa che aveva chiesto l’assoluzione per legittima difesa – può ancora ricorrere  in appello, una volta lette le motivazioni previste tra 90 giorni, contro la sentenza di primo grado inflitta ieri dalla corte d’assise a Michael Aaron Pang, il 23enne statunitense d’origine sudcoreana che il 3 maggio 2019 ha ucciso il commerciante 74enne nella sua boutique di via San Luca, nel cuore di Viterbo, tra il centro storico e il quartiere di San Faustino.

I genitori di Pang, che non sono potuti venire dagli Stati Uniti a causa del Covid, sono stati informati telefonicamente subito dopo la sentenza. “Li avevamo preparati al peggio, non per strategia, bensì a livello psicologico”, hanno spiegato i difensori Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi. Alla lettura della sentenza, giunta alle 14,30, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio, c’erano invece, come sempre, i parenti di Norveo.

Ai familiari, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Fausto Barili, il tribunale ha riconosciuto complessivamente 445mila euro di provvisionali: 150mila euro alla vedova Maria Chiara Torri, 115mila al figlio Pierluigi, 55mila alla figlia Natalia e 62500 euro ciascuno ai due nipoti diretti. Potranno inoltre ricorrere in sede civile per la quantificazione totale del danno, che il legale degli eredi ha calcolato in un milione di euro non per i danni materiali, ma per la  “perdita parentale”.

Nel frattempo, non a caso il giorno della condanna dell’omicida, la famiglia Fedeli ha deciso la riapertura del negozio, chiuso per oltre un anno e mezzo dal giorno del delitto. Una data altamente simbolica, il 14 dicembre 2020, per i parenti le cui vite sono state devastate dalla tragica morte di Norveo. Il locale, dove  sono stati effettuati plurimi sopralluoghi della scientifica, è rimasto sotto sequestro fino allo scorso mese di febbraio.

 

“Oggi (ieri, ndr) sicuramente la famiglia ha uno stimolo in più a voltare pagina – sottolinea Barili – anche se ovviamente rispetto a una tragedia come quella che li ha colpiti voltare pagina è qualcosa che  è sempre complicato, però per lo meno la soddisfazione di sapere che non c’è stato nulla di diverso dallo scenario iniziale, ovvero che si sia trattato di un feroce assassinio”. Non è stata accolta la tesi della legittima difesa: “Siamo soddisfatti. Evidentemente l’impianto accusatorio ha retto così come era stato originariamente strutturato dalla pubblica accusa, quindi omicidio commesso in funzione del delitto di rapina. Ci sentiamo soddisfatti anche rispetto alle statuizioni civili che la corte ha deciso”.

 

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