Castel Giorgio – Geotermia, il Consiglio di Stato sospende le sentenze del Tar, brutto colpo per gli “ambientalisti”

Qualcuno ha cantato vittoria troppo presto. Il tribunale ha accolto le istanze cautelari della Itw Lkw Geotermia Italia Spa

CASTEL GIORGIO – Il Consiglio di Stato ha accolto le istanze cautelari della Itw Lkw Geotermia Italia S.p.a. che aveva presentato contro la decisione del Tar del Lazio di inficiare il progetto verde di produzione elettrica attraverso un impianto pilota geotermico denominato “Castel Giorgio”.

Nel febbraio scorso, il Tar Lazio aveva emesso una sentenza sui ricorsi proposti dalla Provincia di Viterbo e dai Comuni di Castel Giorgio, Acquapendente, Allerona, Bolsena, Grotte di Castro,
Montefiascone, Castel Viscardo, Orvieto, Regione Lazio oltre all’associazione Italia Nostra Onlus.

I giudici regionali avevano, di fatto, bocciato il provvedimento del 16 marzo 2020, pubblicato sul Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse – BUIG 31 marzo 2020 n. 3, con il quale il Ministero dello sviluppo economico -MISE e il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare- MATTM avevano rilasciato alla ITW il permesso di ricerca di risorse geotermiche finalizzato alla sperimentazione dell’impianto pilota suddetto ed hanno contestualmente approvato il relativo programma dei lavori.

Nel luglio 2019, il Consiglio dei Ministri aveva adottato un provvedimento che aveva fatto superare la mancata intesa della Regione Umbria e consentito la prosecuzione del procedimento di assegnazione del permesso di ricerca decretandone la compatibilità ambientale del progetto.

Mesi di polemiche e strane alleanze politiche per contrastare la produzione di energia pulita ed impedire, in tutti i modi, la realizzazione dell’impianto pilota geotermico a media entalpia a sistema “ORC – Organic Rankine Cycle” in Umbria, nel Comune di Castel Giorgio.

L’impianto geotermico a media entalpia sfrutta il vapore a bassa temperatura, indicativamente 130 gradi centigradi, presente nel sottosuolo, che come tale, a differenza del vapore a temperatura molto elevata sfruttato dagli impianti ad alta entalpia, non è idoneo ad essere immesso direttamente nei turboalternatori per generare energia elettrica. Il sistema ORC di cui si tratta preleva quindi il vapore dal sottosuolo e lo porta a contatto con uno scambiatore di calore, in pratica un circuito chiuso in cui scorre un fluido organico composto da una miscela di
idrocarburi; il fluido organico riscaldato viene usato per la produzione di energia
elettrica, mentre il fluido geotermico, dopo avere ceduto il proprio calore, viene
restituito al sottosuolo. Un impianto pilota di questo tipo è volto a verificare se un
dato campo geotermico possa in concreto essere sfruttato in modo economicamente
conveniente. L’interesse particolare di questi impianti è dato dal fatto per cui essi
funzionano nella sostanza ad emissioni zero e quindi consentono di produrre
energia senza contribuire all’“effetto serra”.

Durante il periodo di battaglia mediatica si era arrivati a prevedere terremoti devastanti, frane nel sottosuolo, tsunami lacustri. La sentenza del Tar Lazio è stata accolta quasi come la vittoria dell’Italia nell’ultimo mondiale di calcio. Adesso la doccia fredda. I diretti interessati dovrebbero leggere bene il dispositivo prima di intraprendere altre azioni. Non ci dovremmo meravigliare di nulla visto che, qualcuno, ha autorizzato quello scempio di pale eoliche che hanno distrutto il panorama del lago di Bolsena e sta facendo di tutto per impedire che qualcosa di totalmente innocuo e poco produttivo per qualcuno non venga realizzato.

 

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