Civitavecchia – Arsial/Campeggiatori La Frasca, per il Tribunale Civile l’atto di vendita fu regolare

Comune condannato anche alle spese. Persi inutilmente anni di lavoro, turismo e sviluppo per una delle tante stravaganti iniziative dell’ex sindaco pentastellato Antonio Cozzolino (leggi la sentenza)

CIVITAVECCHIA – Ennesima figuraccia dell’ex sindaco pentastellato di Civitavecchia, Antonio Cozzolino. La settimana scorsa, il Tribunale Civile ha emesso sentenza in merito al contenzioso che la vecchia amministrazione aveva promosso per far annullare l’atto di compravendita dell’area camping in località “La Frasca”.

Secondo il giudice Silvia Vitelli, l’atto di compravendita stipulato tra l’Arsial e la società Campeggiatori Pineta La Frasca srl, stipulato nel 2014 è stato regolare ed ha rispettando alla lettera le norme del regolamento regionale per la dismissione dei beni dell’ente regionale.

Il Comune di Civitavecchia è stato condannato anche alle spese legali ma il danno provocato dall’integralismo pentastellato di quegli anni è di proporzioni ben più vaste.

L’azione intrapresa da Cozzolino e diventata una vera e propria azione politica del Movimento 5 Stelle ha di fatto bloccato i lavori di ristrutturazione di un campeggio rimasto chiuso. Un danno di immagine per la società e frenato l’immenso volume di investimenti previsti per sanare l’area e negato decine di posti di lavoro mai sfruttati perché pendente questo provvedimento.

Un danno ancor più grande se si pensa al mancato sviluppo in ambito turistico-ricettivo di tutta quell’area, ultimo polmone verde a due passi dalla centrale Enel che si snoda fino al confine con il Comune di Tarquinia in località Sant’Agostino.

La società, con enorme ritardo sulla tabella di marcia, potrà quindi riprendere i lavori avviati, ripulire una pineta straordinariamente bella e aiutare l’attuale sindaco Ernesto Tedesco a realizzare il sogno di avere parcheggi gratuiti per i cittadini civitavecchiesi che vogliono trascorrere qualche ora al mare.

 

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4 Replies to “Civitavecchia – Arsial/Campeggiatori La Frasca, per il Tribunale Civile l’atto di vendita fu regolare

  1. Tutelare un bene comune per voi è integralismo? Quindi un bene pubblico si può vendere e toglierlo alla comunità per affidarlo ad un privato? Parliamone!

  2. D’ora in poi ci dovremo aspettare che la pineta della Frasca venga venduta al miglior offerente e quindi per usufruire all’estate di quel fresco dovremo pagare.
    Si ritorna ad una trentina di anni fa quando vennero addirittura costruiti servizi igienici facendo presagire di dover pagare per entrare ma l’affare andò a monte

  3. Scusate ma chi ha scritto l’articolo ha letto la sentenza? Il giudice rigetta la richiesta del comune circa l’annullamento dell’atto di compravendita, e definisce le motivazioni che comportano la mancata conclusione dell’atto(e la conseguente irregolarità). Infine stabilisce che il Comune può espropriare il terreno del campeggio in quanto facente parte dal 2017 di un bene considerato monumentale. Perché allora gettare fumo negli occhi dei lettori con titoli altisonanti e fuorvianti circa una presunta cattiva gestione da parte di Cozzolino e della giunta 5 stelle? A proposito di fumo: ieri qualcuno ha dato fuoco alla pineta e all’area antistante il campeggio distruggendolo… alla luce di quanto detto è facile leggervi un’ultima disperata, esacerbata azione distruttiva da parte di chi non potrà più sfruttare la situazione e non vuole arrendersi all’evidenza come capita spesso anche nell’accanimento giornalistico di parte.

  4. Ma vogliamo parlare delle persone ignare dei magheggi politici e non, che pur avendo pagato abbonamenti e/o stagionali di trovera’ con roulottes e casetta ridotte ad un mucchio di cenere?

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