Civitavecchia – Per i fuochi d’artificio di mezz’agosto coprifuoco (o quasi) imposto al Pirgo

La burocrazia ormai dilaga senza tener conto dei danni già causati dalle serrate esagerate per contrastare la pandemia

CIVITAVECCHIA – Non c’è pace per i ristoratori e gli stabilimenti balneari che da pochi giorni ha finalmente iniziato a lavorare.

Questa volta, per colpa dei fuochi d’artificio. sono state imposte chiusure a dir poco illogiche frutto di regole illogiche che, lette sulla carta, fanno addirittura sorridere.

Tutti sanno che i fuochi d’artificio possono essere pericolosi se fatti brillare in zone aride con il rischio di provocare incendi e oggi c’è bisogno di tutto tranne che di questo.

Fare i giochi pirotecnici quasi in mezzo al mare è di certo molto più spettacolare e molto, molto meno pericoloso.

Però le regole sono regole e si parla di un raggio di 300 metri di distanza dalla fiamma viva da far rispettare in mezzo alle onde.

Se per gioco quel raggio lo facciamo diventare diametro, cioè 600 metri, andrebbe chiusa e sfollata una zona che va dalla battigia del Pirgo e finisce al secondo binario morto della stazione.

Roba da non credere. Però è così. Alcuni esercizi saranno serrati dalle 19 fino a fuochi spenti. Chissà come fanno in quelle zone dove si svolgono i mondiali dei fuochi d’artificio ad avere le autorizzazioni. A questo punto ha fatto bene il sindaco Tidei che ha vietato i fuochi per i giorni 14 e 15 e festa finita.

Noi per gioco e per approssimazione un cerchio lo abbiamo disegnato e ci ricorda tanto i piani di evacuazione quando si trova un ordigno bellico da far brillare.

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