Da Bracciano alla Sicilia, la chef Claudia Catana vince i campionati mondiali di Cous cous

Da “Cucina ai Monti” sarà possibile assaggiare il cous cous più buono del mondo 

SAN VITO LO CAPO – E’ la Romania, alla sua prima partecipazione ai campionati mondiali di Cous cous che si sono svolti a San Vito Lo Capo dal 17 al 26 settembre, ad aggiudicarsi la vittoria con la chef Claudia Maria Catana. Il Bia cous cous worldchampionship, ha visto confrontarsi  chef di 8 Paesi (Afghanistan, Argentina, Italia, Marocco, Mauritius, Romania, Senegal e Spagna)  in occasione della 24esima edizione del Cous Cous Fest.
La ricetta della chef di Bracciano, Claudia Catana, dal titolo “La Transilvania incontra il cous cous”,  ha visto i granelli di semola di grano idratati da zuppa d’agnello, accompagnati da confettura di rabbarbaro e salsa di olivello spinoso, bacca superfood, cipolla bianca, tuorli d’uovo, panna acida e alloro. Ed ha conquistato il palato della giuria tecnica presieduta dalla blogger romano-americana Eleonora Baldwin e composta dagli chef Andy Luotto e Mareme Cisse, campionessa del mondo in carica. L’Italia, rappresentata dallo chef palermitano Santo Petrocciani, vincitore del campionato italiano, ha conquistato il premio speciale per la migliore presentazione del piatto,  mentre la Spagna, in gara con Juan Carlos Peña Pérez ha vinto il premio per la ricetta più sostenibile. Secondo la giuria tecnica è stata la ricetta dell’Argentina, proposta dalla chef Lola Macaroff, la più originale.
È andato infine al Senegal, rappresentato dallo chef Bamba Barry il premio “salute e integrazione”.
E’ la prima volta che il mio Paese partecipa al festival mondiale del cous cous e ironia della sorte mi sono ritrovata in finale con il campione italiano di cous cous, Santo Petrocciani, classe 93”.
La chef, originaria di Sibiu in Transilvania, è chef e patron a Bracciano al ristorante “Cucina ai Monti”.
La mia storia nasce in cucinaperché mia madre era una cuocama quando nel 2004 sono arrivata a Roma, la ricchezza della cucina italiana mi ha subito affascinato”. E Claudia, allora ventenne si mette subito in mostra nelle grandi cucine stellate.
Ho fatto uno stage con Giuseppe Sestito al ristorante Mirabelle, una stella Michelin, sulla terrazza dell’Hotel Splendide Royal. Mi era stato proposto di lavorare lì, ma ho preferito iniziare da quei luoghi dove capire le basi della cucina tradizionale italiana: quindi in tavola calda, dove ho conosciuto lasagne, arrosti, suppli e polpettoni”.
Da lì è la scalata verso il successo, torna al Mirabelle, poi a Villa Letitia con la stella Michelin Danilo Ciavattini, ad Aroma con Giuseppe Di Iorio, una stella Michelin sulla terrazza di Palazzo Manfredi, con vista Colosseo.

Dopo una parentesi ad Ibiza, decide di tornare in Italia e tentare la nuova avventura di un ristorante tutto suo a Bracciano. “Io e il mio socio abbiamo aperto il 7 marzo 2020 due giorni prima del lockdown. Nel nostro “Cucina ai Monti” vicino al suggestivo castello, proponiamo prodotti del territorio anche se spesso esco dal Lazio, per andare a riprodurre ricette della tradizione italiana, come il piemontese “tonno di coniglio”. Inoltre, viste le richieste, sto pensando di inserire alcune pietanze romene, dove verdure e carne la fanno da padrone, e naturalmente il mio cous cous della Transilvania”.

Questa vittoria – ha concluso la chef – è un’emozione grandissima che non mi aspettavo. Il cous cous non fa parte della nostra tradizione gastronomica ma in questa ricetta ho tentato di ideare una preparazione in cui la la semola potesse sposarsi ad ingredienti che fanno parte della nostra cucina, è quell’abbraccio che in questo momento non possiamo darci”, A premiarla il sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino e  Luciano Pollini, AD di Bia cous cous, festival, che ha registrato il tutto esaurito e mandato in sold out le strutture alberghiere e ricettive del posto.

B.F.

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