Civitavecchia Porto – Al via il processo per i vertici della PAS, prima udienza e sarà subito battaglia

Il 7 aprile 2022 saranno ascoltati, come testimoni dell’accusa, Francesco Maria di Majo, Roberta Macii e Gianni Perticarà

CIVITAVECCHIA – Questa mattina, presso il tribunale di Civitavecchia, il collegio penale ha aperto il processo a carico degli ex vertici della Port Authority Security, società in house dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

Massimo Scolamacchia (nella foto con l’ex presidente Di Majo e l’ex segretaria generale Roberta Macii), Fedele Nitrella Stefano Gazzano dovranno difendersi dalle accuse, a vario titolo, di falso ideologico, peculato e intralcio alla giustizia.

Le indagini durate tre anni sono state condotte dal sostituto procuratore di Civitavecchia, Roberto Savelli, oggi pubblico ministero che rappresenta l’accusa.

Tutto nacque dalla denuncia presentata dall’allora amministratore unico della Port Authority Security, Umberto Saccone all’autorità giudiziaria.

La Procura di Civitavecchia, in tre anni di indagine, ha appurato che non ci sono state responsabilità dei vertici di Molo Vespucci in carica quel periodo ma gravi irregolarità contabili ed amministrative di chi, in quel momento, ricopriva incarichi dirigenziali.

Stefano Gazzano era l’amministratore unico della PAS.

Massimo Scolamacchia il responsabile unico del procedimento per conto dell’Autorità Portuale.

Fedele Nitrella, all’epoca dei fatti, era il direttore tecnico e responsabile dell’organo interno di supporto e verifica per la vigilanza sui controlli alle merci e passeggeri destinati al traffico nazionale ed internazionale.

A tutti sono contestate ben 17 fatture che, secondo la Procura di Civitavecchia, furono emesse in cambio di prestazioni inesistenti.

Documenti fiscali emessi a cavallo tra il 2016 e il 2018. Fatture che venivano gonfiate con importi che variavano dai 53.659,00 euro ai 58.659,00 euro.

La somma complessiva dei soldi pagati in più da Molo Vespucci, per prestazioni mai effettuate, ammonta a circa 994.105,00 euro.

Soldi che venivano pagati in più dall’Authority e servivano, secondo la versione fornita dai tre imputati in fase preliminare, a coprire gli stipendi dei dirigenti e dei lavoratori visto che, con le tariffe applicate, non riuscivano a coprire la spesa.

L’udienza tecnica è servita per la costituzione di parte civile dell’Autorità Portuale nei confronti dei tre imputati ed è stata rinviata al prossimo 7 aprile quando saranno ascoltati i primi testimoni.

Nella lista presentata dal pubblico ministero Roberto Savelli saranno chiamati i primi tre e sono le testimonianze chiave del processo e cioè l’ex presidente dell’AdSP Francesco Maria di Majo, l’ex segretario generale Roberta Macii e l’allora responsabile operativo della sicurezza portuale, Gianni Perticarà.

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